martedì, gennaio 27, 2004

L'IBM e la Shoah

“Le strette ed altamente redditizie relazioni che le grandi corporation americane, Coca Cola, IBM, Ford, General Motors e ITT, svilupparono con le loro sussidiarie o associate nella Germania di Hitler, prima, durante e dopo la guerra, non hanno ricevuto molta attenzione da parte degli storici più noti (..)
”(Jacques R.Pauwels, Il mito della guerra buona. Gli Usa e la Seconda Guerra Mondiale, Datanews, Roma 2003)
Impressionante al riguardo la vicenda del diretto e risolutivo contributo dell’IBM al buon funzionamento dei campi di lavoro, prigionia e di sterminio del Terzo Reich, ricostruita nel meticoloso studio di Edwin Black, L'IBM e l’Olocausto (Rizzoli, Milano 2001), che mostra anche quanto l’IBM concorse alla rovina degli ebrei polacchi a partire dal loro censimento:” La quantificazione e l’irreggimentazione dei dati demografici riguardanti gli ebrei di Varsavia e dell’intera Polonia da parte dei nazisti furono a dir poco spettacolari, un’impresa che aveva dell’incredibile. La segretezza, le condizioni brutali e l’ignoranza delle vittime avrebbero impedito al mondo di sapere come i nazisti fossero riusciti a tabulare le informazioni su 360.000 anime nel giro di 48 ore. Sappiamo però che il Terzo Reich disponeva di un solo metodo per la tabulazione dei censimenti:il sistema Hollerith della Dehomag. L’IBM era inoltre presente in Polonia, con una sede centrale a Varsavia. L’officina tipografica per le schede perforate, ubicata al numero 6 di via Rymarska, distava solo pochi metri dal ghetto. Là dentro furono prodotti oltre venti milioni di schede(…)”

1 commento:

Chiara Montefusco ha detto...

Ciao a tutti,
se qualcuno è interessato al libro "L'IBM e l'Olocausto", io lo posseggo. Contattatemi all'indirizzo chiara.montefusco@gmail.com. Grazie e, spero, a presto!