giovedì, ottobre 31, 2002

Che dire. Giungere a casa alle 18.15 stanca ma felice di potermi finalmente riposare tre giorni.
Trovare mia mamma ,il mio bollettino di guerra, ad accogliermi sulla soglia per dirmi , prima ancora di un misero ciao, che c'è stato un terremoto .
Che una scuola è crollata.
E che decine di bimbi sono là sotto.
Dolore atroce, rabbia, impotenza.
Dinanzi alla crudeltà di questo cazzo di fato, di Dio, degli speculatori edilizi, dello stato!!!!!
Tutto poteva accadere.
Ma non a dei bambini...

Funeral blues

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono
fate tacere il cane con un osso succulento.
Chiudete i pianoforti, e tra il rullio smorzato
portate fuori il feretro. Si accostino i dolenti.

Incrocino aereoplani lamentosi lassu'
e scrivano sul cielo il messaggio:
Lui E' Morto.
Allacciate nastri di crespo al collo bianco
dei piccioni, i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo
la domenica, il mio mezzodi', la mezzanotte, la mia
lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servono piu' stelle: spegnetele anche
tutte; imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotate l'oceano, e sradicate il bosco;

perche' ormai piu' nulla puo' giovare.


W.H.Auden

L'album dei ricordi

Un blog è un impegno quasi insostenibile quotidianamente per me. Ma ho una ragione importante per ostinarmi a continuare questa fatica .
Il raccontarsi. In primo luogo a se stessi. Scrivere pubblicamente è solo la spinta per farlo. Viceversa scrivere un diario sarebbe l'ultima cosa che mi verrebbe in mente di fare alle 23 di ogni sacrosanto giorno!!!!...Regalarsi il tempo di scrivere ci permette di rivivere , pensare, rivalutare le cose e a evitare che la frenesia quotidiana risucchi tutta quanta la nostra vita, vita che di che altro è fatta se non di semplici comunissimi attimi che andrebbero viceversa perduti ????
Non è forse vero che del nostro passato ricordiamo solamente i fatti più tragici o più emozionanti, o comunque le esperienze particolari?
E tutti gli altri momenti, che sono la maggioranza, dove sono andati a finire?
Perduti. Giorni, settimane, anni di vita perduti. Mi chiedo che senso abbia vivere per dimenticare.
E allora perchè non scrivere. Scrivere per memorizzare indelebilmente i ricordi, anche quelli più stupidi.
Ieri sera per esempio non avevo nessuna voglia di mettermi a raccontare la gita allo zoo.
Ma mi sono detta...cavolo non ricordo un accidenti delle ultime volte che ci sono andata negli ultimi 3 anni....devo impegnarmi per fissare un momento di vita così tenero come questo, devo, per me stessa, per il mio futuro, per quando mi rileggerò e ritroverò nelle mie parole tutti quei momenti che viceversa andrebbero perduti.

Determinazione ne ho per fare ciò.
Ma non basta... Occorre autodisciplina.
Vedremo quanto saprò essere diligente, io che diligente per natura non sono mai stata....

martedì, ottobre 29, 2002

Finalmente liberi??

Domenica.
Giornata di sole, di relax, di sorrisi, di silenzi.
E quando siamo felici io e Alex stiamo in silenzio.
Chè la vita è così piena di voci, di chiacchiere, di domande...
Che appena si può amiamo goderci il silenzio.
Partiamo in auto verso la Toscana. Destinazione zoo.
Siamo di casa ormai. Ogni 6 mesi ci torniamo. Per portare il nostro bimbo.

Eccoci qui, ore 14. Una ventina d'auto in tutto.
Entriamo.
Il luogo è permeato di silenzio. Si odono solo le grida di uccelli tropicali .
Facciamo amicizia con cervi, daini, stambecchi. Non è cosa difficile se ti sei attrezzato a casa riempiendo di pane raffermo lo zaino.
Ma ecco i lupi!
Resto stranita di fronte a questi lupi che paiono trovarsi nel bel mezzo di una lotta di predominio , una animata lotta che termina con tanto di lupo maschio esule cacciato dal branco. Osservo che i lupi hanno tutti un bel pelo fulvo e lucente, e i loro occhi sono animati da quella luce che hanno solo gli animali allo stato brado. Mi viene istintivo pensare che siano nuovi ospiti qui a giardino zoologico.
Quella luce presto sparirà dinanzi alla consapevolezza che dietro a quelle sbarre non vedranno nuovi orizzonti.
Questo, il leone lo ha già capito.
E intelligentemente preferisce starsene a pancia all'aria vicino alla sua femmina. Perchè in fondo che altro gli resta da fare?
I lama ingannano il tempo adottando invece una strategia canzonatoria.
Mi guardano e ,avvicinandosi, pare proprio che mi stiano prendendo per il culo.
Ma che mi frega.
Il mio bimbo è felice, cammina a bocca spalancata . E' un ometto, consapevolizza le cose, lo si intuisce.
Che voglio di più dalla mia vita che vedere la felicità dipinta sul suo viso?

Ma eccoci di fronte al mio punto debole.
Lo scimpanzè. Soffro da morire ogni volta.
Perchè questa specifica scimmia ce l'ha con me.
Mi guarda, sempre. Fisso. Non Lele, non Alex. Me.
Non odo la sua voce, ma nel suo labiale intravedo un ' cazzo vuoi ancora qui...non ti è ancora bastato di vedermi l'altra volta, vattene via !!!!'

Per fortuna Rigoletto mi risolleva l'umore.
E' nato 1 anno esatto fa. Ed è figlio di Gildo e Nicoletta.
Una coppia di ippopotami.
Sorrido pensando che in fondo in fondo qualcuno ha ancora la fantasia di fare l'amore in un posto come questo. E' consolante.

Queste bestie tutto sommato stanno meglio di me.
In fondo la libertà e la prigionia cosa sono? Non sono solo concetti inventati dall'uomo?
Non è forse una prigione questa vita che ci è destinata , vita in cui ogni nostro comportamento è predeterminato dal sistema, sistema che ti chiude in una prigionia di scelte e comportamenti ?
Può chiamarsi libertà la nostra , solo perchè non siamo rinchiusi fisicamente dietro a sbarre metalliche?
Soffriranno davvero più di noi queste bestie segregate in gabbia, ma libere di mangiare , fare l'amore e pensare senza preoccupazioni?

Come si cambia.
Qualche anno fa bestemmiavo pensando ai giardini zoologici.
Ora tutto sommato paiono ai miei occhi quasi un' oasi di tranquillità, un'oasi dove finalmente sono esentata dall'udire quel nauseabondo vociare umano, quegli stridolii e gridolini di voci indigeste, un luogo dove posso finalmente perdermi nei suoni della natura.

Mi chiedo quale sia il mio zoo preferito.
Se la mia vita o se questa arca di Noè.
La tristezza vela i miei occhi, ma presto tutti i miei pensieri svaniscono dinanzi all' ennesimo sguardo stupito, attonito di questo bimbo di 3 anni che ho per mano, che senza pianificazioni astruse della propria esistenza o frustrazioni di varia natura si limita a godere questo momento magico in cui vede materializzarsi i suoi grandi eroi a quattrozampe di cui gli leggo ogni sera interminabili favole.

Di fronte a questo piccolo sorriso disarmante accantono davvero ogni pensiero, ogni meditazione , ogni questito esistenziale, per godere partecipe assieme a lui di questa piccola grande gioia che in realtà non sarebbe altro, nel mio profondo, che l'ennesima metafora della vita intera.

Ma gli occhi di Lele mi ricordano, ancora una volta, che qualsiasi cosa può essere bene o male, bella o brutta, santa o peccaminosa.
Dipende solo dal punto di vista dal quale la si osserva.

lunedì, ottobre 28, 2002

Quando sono partita per questa impresa avevo in mente di tutto di più. Ho esordito con introspezioni profonde per poi virare su scritti ironico/demenziali quando mi accorgevo che io stessa apprezzavo di altri blogs più l'aspetto comico che quello introspettivo.
Al momento non riesco a dare una direzione ben definita al mio sito.
Che dunque rispecchia pari pari il mio stato d'animo corrente.
Se sono in fase triste/meditativa mi butto in introspezioni vere e proprie.
Se sono in fase creativa e ho bisogno di svago mi sfogo invece su temi comici (o che vorrebbero essere tali) sfruttando l'autoironia con cui mi piace leggere la vita di tutti i giorni.
Oggi una mia cara amica sta soffrendo. Volevo scrivere per lei stasera.
Ma l’unica cosa che sono riuscita a buttare giù sono i versi seguenti.



TEARS

Fragile traliccio,
indifesa tremi,
vergine,
nuda.

Inarrestabili
gocce percorrono
tortuosi cammini
sul tuo stanco volto d'asfalto.


dedicated to Simo by Aglaja

domenica, ottobre 27, 2002

Non ti muovere

Chiusa l’ultima pagina di Flaubert, apro uno dei più apprezzati regali di compleanno ricevuti. Un libro.
Margaret Mazzantini, ‘Non ti muovere’, premio strega 2002.
Uhm…qualche esitazione.
Diffido dei 'premi' e dei riconoscimenti da una vita
Ma le didascalie promettono bene .
Leggo l'incipit e comincio a farmi coinvolgere dal monologo di questo padre, medico, marito, infame uomo comune, che più comune non si può.
Timoteo. Che rivela , per la prima volta alla figlia in coma (e a se') …SE' STESSO .. la propria vita interiore.
Dopo anni di silenzi, incomprensioni, di una vita vissuta assieme alla famiglia, ma in realtà una vita di finzioni e di solitudini, finalmente Timoteo fa dono di sé, del suo vero SE' alla figlia in coma .
Fa dono di tutte quelle cose che l'essere umano in realtà non dice .
Di quei segreti che tutti portiamo dentro.
Di quei pensieri, quei sentimenti, quelle frustrazioni che non abbiamo in coraggio di revelare a noi stessi e agli altri.
E lo fa tramite le PAROLE, quelle vere, quelle dell'anima.
E a fianco della narrazione dei dialoghi , pacati, formali, in corsivetto sono brutalmente scritti invece i suoi veri pensieri.
Cosicchè ogni evento lo si legge in due chiavi: le parole che dice il protagonista ...e le parole invece che non dice ma che pensa.
Il libro è a mio giudizio splendido.
Il linguaggio è leggero, moderno e forbito allo stesso tempo. E i contenuti sono crudi e veri.
E' un viaggio vero e proprio all'interno dell'anima di un uomo.
Ed è stato un viaggio anche all'interno alla mia.



Instantes - Istanti

Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.

Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l'adesso.

Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

J.L.Borges


giovedì, ottobre 24, 2002

COME FARE INCAZZARE UN MARITO SENZA SAPERNE IL MOTIVO
Alias
Gruppo sanguigno 0 R html +

24 ottobre 2002 .
ORE 7.15 . COLAZIONE.

- -silenzio- (10min)
Io candida : 'Sei arrabbiato con me amore?'
- -pausa-
Lui : ' No no'.
- -silenzio- (altri10min)

Mi armo e passo simultaneamente all'attacco esordendo con 25cazzateinunminutoemezzo per riuscire a far sussultare anche solo percettibilmente la linea del suo labbro superiore. Nulla da fare . Nemmeno un pelo sobbalza dal proprio follicolo. Lui è perso nel suo mondo e punta imperterrito lo sguardo verso un punto a mezz'aria ubicato all'incirca a un metro e mezzo al di sopra della mia testa.
Mi rammarico pensando che non c'è nemmeno il calendario di Manuela Arcuri o di Alessia Marcuzzi a giustificare tanto interesse per il muro alle mie spalle..

MA iiiIIInsomma!!!!!!!!!!!!!!!!!
Io non pretendo di essere trattata come una primadonna da un poveruomo nauseato oramai da questa mia petulante eterna persistenza in ogni angolo della sua vita come moglie e (forse) unica donna, ma avrò diritto ai miei 5 minuti giornalieri di attenzione che non siano accompagnati dal suo vago silenzio???
Ma imperterriti i suoi sguardi nel vuoto diventano minuto dopo minuto una sfida e un messaggio in codice sempre più curioso da decifrare per la mia appendice corporea superiore che si appresta dunque a stilare velocemente le eventuali possibili cause di questo suo improvviso e preoccupante malumore mattutino.
Attivato l'input del BRAUN (Brain) , ottengo la bellezza di 3 convincentissimi output. Utilissimi suggerimenti da esibire candidamente quando mi vomiterà addosso l’ imminente probabile atto di accusa.

Causa n° 1:
E' incazzato perchè sono andata a letto alle 2. E quindi ha definitivamente capito che HO UN AMANTE VIRTUALE.
E' interessante analizzare l'impatto psicosociologico su una persona totalmente profana di relationship virtuali quando questa si accorge di essere sposata con una donna che ne è integralmente schiava, inghiottita inesorabilmente da un web che ne ha pervaso ormai ogni singola cellula. Al punto senza ritorno che le istruzioni html corrono nel suo sangue, i globuli rossi sono ormai diventati dei trigger in java, e i reni sono ormai trasformati in blocchi di ram .
Manca di fatto un genio che si degni di inventare , al servizio di questi fantomatici amanti virtuali , vibratori dinamicointerattivi , attivabili con click ripetitivi sulla tastiera remota del fatidico amante che pilota il tuo suppellettile (inserito nella porta mouse da un lato e ove si preferisce dall’altro lato) a suon di A=alzati e abbassati / G=gira su te stesso / L=simula una lingua / P=picchietta / F=faiquelchetiparemafallavenireperchèmisonrottoicoglionievoglioandarealetto.

Causa n° 2:
E' incazzato perche io mi approfitto tutte le notti del suo calore mentre io sono fredda come il marmo.
A mio marito spetta l'odiatissimo compito quotidiano di scaldare il letto gelido. Semplicemente perchè si corica prima di me.
E la mogliettina, gelida delle temperature notturne del suo studio, entra solo successivamente nel giaciglio coniugale avvinghiandosi come un edera al marito per scaldare il proprio corpo a contatto di quello di lui che ha ormai raggiunto temperature tropicali ,facendolo ovviamente bestemmiare e sobbalzare come un grillo, per poi tornarsene sazia e felice nel proprio angolino una volta decongestionati i piedi che fino a pochi minuti prima giungevano sulle soglie della pietrificazione.

Causa n° 3:
E' incazzato perchè ieri sera non gli ho fatto vedere il finale della partita e mentre nostro figlio strillava chiamando 'Pappaaaà Pappàààà' IO (fottutanullafacente) non ho saputo usare sufficiente creatività e abilità per convincerlo a stare con mamma invece che a stracciare i cojjoni di papà..
Ma cristo!
Come si fa a convincere un bambino di 3 anni che IO non ho alcuna voglia di raccogliere i 250 giocattoli gettati da lui (ilpupo) sul pavimento negli ultimi 5 minuti dopo che IO ho lavorato 2 ore per pulire come una sguattera mentre ora lui (sempreilpupo) si incaponisce strillando come un matto perchè vuole assolutamente che io raccolga i suoi giochi mentre nel frattempo IO invece mi sto commuovendo autenticamente con tanto di lacrime sorprendenti dinanzi a una delle più soavi voci che io abbia mai udito negli ultimi 30 anni e invece di udire la di lei voce riesco solo a sentire le grida assordanti del bambino che gracchiano istericamente a tutto volume pappàà pappàà pappààààà, voiio il mio pappaaaaaaaaaaa??????????????????????


Io mi impegno, ma più di così non posso fare!!! Cosa posso farci se ho studiato informatica e non psicologia????????????
...

mercoledì, ottobre 23, 2002

Sono a pezzi.

L'anno prossimo l'erba della tomba ci coprirà.
Ora siamo qui, e ridiamo;
guardando le ragazze che passano;
scommettendo sui cavalli bolsi;
bevendo gin a buon mercato.
Non abbiamo nulla da fare;
nessun luogo dove andare, nessuno.
L'anno scorso era un anno fa; niente di più…
Non eravamo più giovani allora;
né adesso più vecchi.
Riusciamo ad assumere l'aria di giovanotti;
insensibili dietro ai nostri volti , in un modo o nell'altro.
Probabilmente non saremo del tutto morti quando moriremo.
Non fummo mai nulla fino in fondo; neppure soldati.
Fratello, noi siamo gli offesi, i ragazzi desolati.
Sonnambuli in una terra buia e terribile,
dove la solitudine è uno sporco coltello puntato alla gola.
Stelle gelide ci guardano, amico,
stelle gelide e puttane.

Kenneth Patchen


Se potessi prenderei la lupara e sparerei a tutte quelle stelle.
Passo e chiudo.

martedì, ottobre 22, 2002

Complicazioni di un BLOG (ovvero L’insostenibile pesantezza di un blog)

Oggi una specie di imbarazzo mi attraversa le viscere.

Ho perso il controllo del blog!!!!!
Vuoi perchè sono disordinata, vuoi perchè in fondo sono sostanzialmente una menefreghista... fatto sta che i giorni passano, le vicende esistenziali si intrecciano ...
e da un giorno all'altro…. ZACCHETE, il tuo blog nato anonimo ora non è più un segreto per nessuno!
Poi un altro problema. Se fino a qualche giorno fa era nato volutamente 'normalizzato' (ovvero in versione tagliata come un film in prima serata) ad uso e consumo anche di un eventuale lettore di minore età , ora sta prendendo una piega totalmente differente.

Negli scorsi giorni avevo addirittura stampato il contenuto del blog e l' avevo fatto leggere a mio marito che ne era rimasto letteralmente folgorato, sorpreso al punto che da quel momento ....
..aveva cominciato a ronzarmi attorno come un moscone .
(mah.......non ero sempre io 10 minuti prima? chi credeva che fossi prima di quella lettura???????).
La sfiga vuole che si vivano ritmi quotidiani talmente intensi... che alla fin della giornata ...non c'è mai tempo (nè voglia) per parlare.
E dunque, prima di tutto e sopra tutto, si vive di silenzi, anche in casa propria.

E i silenzi di oggi si aggiungono a silenzi di ieri che si aggiungono ai silenzi di un mese fa.
E quando finalmente ci decidiamo ad aprire la bocca per eruttare tutto quello che abbiamo da dire..
....NON CI RICONOSCONO PIU'!!!
Diventiamo estranei.
Ricordo con infinita tenerezza i primi innamoramenti, quelle storie d'amore soffici come la bambagia...
in cui ci si raccontava ogni genere di facezia , comprese considerazioni sul colore delle foglie di un albero o sul dolce rumore del ruscello che scorre.
Ed eravamo pure illusi che questo sarebbe stato il tenore delle nostre conversazioni fino alla veneranda età.
Dove stiamo andando a finire invece!!!!

Proseguo.

Parallelamente alle vicende familiari il sito continua imperterrito la sua corsa come un gene impazzito.
Decolla, ma nel frattempo i tuoi pensieri invece deviano su strade differenti, verso orizzonti nuovi, prima di oggi imprevedibili.
Ti accorgi che forse non sei più sicuro di voler far leggere ogni tua parola, ogni tuo pensiero a tuo marito.
Marito che nel frattempo è talmente compiaciuto e orgoglioso della vena creativo letteraria scoperta nella propria moglie che le chiede praticamente 3 volte al giorno (alle 7, alle 19 e alle 24) "Cara? Cosa ha scritto oggi di bello??" e magari tutto orgoglioso distribuisce volantini per il paese pubblicizzando il sito della moglie.. che nel frattempo magari sta raccontando ogni genere di oscenità...

CaaaaZZZO

A tutto ciò si aggiunge poi l'imbarazzo di aver perso il controllo del sito, di non sapere più chi ti sta leggendo in silenzio e chi no. Della serie " tutti sanno tutto di me, io non so nulla di nessuno'.
Ti ritrovi per esempio al telefono con l'amico x o con l'amica y che non senti da un po' di tempo e ti ritrovi a dire loro ' tanto sai gia vero cosa mi è successo ieri' dando ormai per scontato che chiunque a sto mondo debba necessariamente avere ormai le coordinate del tuo sito e conosca dalla a alla z tutta la tua vita.
Mi immagino le conversazioni in osteria: gli amici che si sono stampati il tuo blog ed estraggono il plico spiegazzato dalle tasche dove hanno anche appuntato qualche nota da farti live, su argomenti che ormai tu hai dimenticato e invece loro no!! Perchè ne erano protagonisti..e magari li hai pure offesi!!!
E giù a liti!
Ecco la soluzione per farsi processare in direttissima su un tavolo d'osteria con tutte le prove nere su bianco schiaffate lì sul plico spiegazzato di cui tu ignoravi l'esistenza...
Oppure seduti davanti a un tè da Calderoni ad ascoltare il racconto interminabile dell'amica Z che ispirata dalle tue rivelazioni ti telefona per invitarti perchè ora finalmente si sente sbloccata e si sente in dovere di vomitarti addosso tutta la sua doppia vita perchè ha finalmente capito che ORA tu saresti in grado di capire lei.

MAAAAH!
Probabilmente la soluzione migliore sarebbe stata ..sigh.....un BLOG TOTALMENTE ANONIMO
Scelta però , a mio avviso, totalmente incompatibile con i bisogni dell'ego (il mio) che (ancora un tantino immaturo) necessita di conferme, di sostegno , e di qualche presenza in carne ed ossa oltreche di stormi visitatori virtuali di cui ignoro le generalità.

A questo punto...che posso fare ?
Potrei clonare il mio blog creandone altri due: così potrei averne uno totalmente anonimo x le relazioni virtuali, uno ispirato per il marito, e uno apposito per gli amici della vita reale.
Così tutti sarebbero felici e contenti di leggere ciò e solo ciò che desiderano sentirsi raccontare.

E la mia salute mentale? Che ne sarebbe di questa invece?
BAH!
A dire il vero io ora non ho alcuna voglia di fare e disfare, edificare e poi stravolgere le cose.
E come va va.
Salute compresa.


Che vita grama se non ci fossi tu!!!

Tutto cominciò in 2°superiore.
Erano gli anni…85 .
Io paninara sfegatata: timberland, naioleari,bestcompay --> i miei sponsor.
Lei dark filo punk sfegatata: creste in testa, occhi a gatta, vestiti di leopardo ---> i suoi sponsor.
Due mondi agli antipodi.
Ma per i corridoi della scuola ci scambiavamo sguardi complici .
Ci accomunava un'intesa e un'attrazione di pelle inspiegabile
(ma chi è in grado di dipingere il confine esatto tra il razionale e l’irrazionale?)

Partecipammo alla selezione per entrare nella sezione informatica sperimentale.
Più di 300 domande.
Una ardua prova d'esame . Lei prima classificata. E io, sigh, solo ottava .
Poi le vacanze estive.
E un incontro casuale, del tutto inaspettato e imprevisto sulle alpi dolomitiche.
Lei scendeva le scale mentre io le salivo. Nello stesso albergo, nello stesso periodo.
Un incontro, uno scambio di sguardi,....e urla deliranti di gioia.
I giochi erano fatti.
Tutto è cominciato così.
E da allora non è mai terminato.
Vi ho presentato la Manu, la mia amica del cuore.

E' una donna in miniatura , alta un metro e un tappo. Ma in compenso è una gran burlona.
Forte e 'rustica' non offre vie di scampo per nessuno.
E per questo è criticatissima o amatissima .

Ha un grande difetto però. Non ha molto le idee chiare sugli uomini.
Sa sedurli in maniera spettacolare indossando impeccabili ruoli da geisha che un tantino le invidio.
Ma allo stesso tempo manifesta con pungenti appunti il suo astio per la loro , prevedibile, natura interiore.

Sugli uomini io e Manuela abbiamo gusti diametralmente opposti.
Mentre io sono sempre stata attratta da scazzati sinistrini senza pilla, zeppi fino al collo di ideali che non vedranno mai realizzati, lei invece sembra essere attratta da uomini di successo, realizzati e pieni di soldi.
Per fortuna.
Viceversa ci saremmo azzannate.
Unico fattore che hanno in comune: più sono stronzi e più ci piacciono.
In questo ci troviamo d’accordo. (ma credo di fondo ci sia della malattia in noi o in tutto il genere femminile)

Uomini a parte (errori su errori su errori su errori) Manuela è senza ombra di dubbio una delle persone più belle e cerebralmente vivaci che io conosca.
E da quando io e lei abbiamo cominciato a TRAMARE
il mondo ha cominciato a TREMARE.

Mi sembrava doveroso dire 2 parole su di lei perché la si vedrete spesso sul mio blog.
Ma vi avverto... è un tantino logorroica .......

lunedì, ottobre 21, 2002

La fabbrica dei sogni


Manuela al termine del suo commento scriveva :
...Beh, ora ti lascio pensare al vademecum con calma e serenità..... non è importante che tu stili l'elenco di ipotetici uomini che risolvano i tre punti, piuttosto vorrei sapere se pensi che ci sia un'alternativa agli "standard" e cosa pensi manchi a noi per essere FELICI ....

La mia risposta è:
Non ho standard, lo sai. Me li creo
Conservo qualche barlume di formalità per necessità, per quieto vivere.
Ma sono anni che io e te lottiamo per distaccarci da etichette e formalismi, cerchiamo un'identità e la realizzazione dei nostri sogni filtrandoli e scindendoli dagli ideali appiccicatici addosso dai nostri genitori.
Cosa ci serve dunque per essere felici?

Potrei dirti : niente.
O tutto.
Abbiamo troppi fermenti lattici a zonzo per il sangue!!!!
Scherzi a parte..credo che ora a te non manchi proprio nulla:
Hai appena cambiato vita, casa, fidanzato e chi più ne ha più ne metta. Sa vut ed piò da la vetta?!?!?!
A me : non lo so.
Semplicemente.

Una cosa adesso che ci penso.. mi manca.
La conosci. Il mio sogno ...
Tanto lo sai che prima o poi lo realizzo...
Devo solo trovare un po di tempo per dedicarmici...
Passo e chiudo.
Stasera devo scrivere a qualcuno.

domenica, ottobre 20, 2002

Questo è il vademecum che mi ha appena spedito la Manu.

Le quattro regole basilari della donna per la felicità del suo matrimonio:

1. E' importante trovare un uomo che sappia cucinare e tenere pulita la
casa.
2. E' importante trovare un uomo che guadagni molto e sia molto bravo nel
suo lavoro.
3. E' importante trovare un uomo a cui piaccia veramente molto fare sesso.
4. E' importantissimo che questi tre uomini non si conoscano mai.

...Posso prendermi un po' di tempo per pensarci sopra Manu???
Vita e web

Domenica, ore 12.00.
Tra il riordino del guardaroba e le pulizie del bagno pensieri confusi si accavallano.
E’ quasi un rituale mollare tutto a metà strada e correre ad accendere il pc per fare una volata sul web.
Una sorta di ‘esco per andare a prendere le sigarette’.
Una piccola fuga da tutto e da tutti.
Seppur di pochi minuti.
Un’alternativa all' aprire la dispensa e azzannare una tavoletta di cioccolato.
Probabilmente meno ingrassante. Non so se più salutare.
Apro il mio blog. Visite e commenti 'zero'.
Mi giustifico pensando che in fondo sono pochi giorni che l’ho pubblicato.
Mi preoccupo pensando che stanotte ho letto blog superlativi di 3 o 4 interessanti personaggi.
A dire il vero non so nemmeno se mi interessa davvero che qualcuno mi legga o no, o se le mie parole vogliano solo essere messaggi in bottiglia gettati in un mare virtuale .

Fattostà che in maniera più o meno meccanica connetto al mio indirizzo di posta, controllo il mio blog, do un’occhiata nella chat che frequento per vedere se c’è qualche amico online .
Poi mi viene in mente di guardare un blog di cui ho scoperto l’esistenza in maniera quasi casuale qualche giorno fa.
Il blog di un mio collega di lavoro. Un collega che conosco da tanti anni, ma della cui vita non so praticamente nulla.
2 giorni fa gli avevo scritto sul suo blog alcune righe di commento. Senza malizia, quasi in gesto di cortesia e approvazione.
Anonimamente,quasi a voler salvaguardare la sua privacy e la mia.
Ma ho l'impressione che lui non abbia apprezzato.
Mi spiace ma era stata una tentazione più forte di me lasciargli una traccia .
Ne sentivo la necessità.

Siamo esseri umani ma viviamo i nostri giorni a ritmi incessanti, di corsa.
Siamo esseri umani ma incrociamo i passi e gli sguardi di chi lavora con noi senza talvolta avere il tempo nemmeno per un saluto.
Siamo esseri umani ma assorbiti dalla frenesia ci muoviamo come automi, convergendo la nostra materia intellettiva monodirezionalmente verso i soli compiti che ci vengono assegnati .
Siamo esseri umani ma consideriamo ‘tabu’ conoscerci davvero come 'anime' piuttosto che come ‘robot'.
E alla resa dei conti ci accorgiamo che trascorriamo l’intera giornata assieme a tante persone, collaboriamo operativamente con circa la metà di esse, e conosciamo, nel vero senso della parola…... nessuna di loro!!!!
Siamo dunque esseri umani?

Probabilmente se la rete di relazioni umane fosse davvero soddisfacente... saremmo tutti quanti molto meno bisognosi di andare a caccia di affinità sul web.
Credo , di fondo , ci sia un grosso problema di incomunicabilità. Tra colleghi, tra parenti, tra mariti e mogli. Tra tutti quanti.
Ma è umano, credo, trovarsi a chiedersi 'ma chi ci sarà dietro a quegli occhi' quando si tratta di occhi che vedi ruotarti attorno ogni sacrosanto giorno.
E non perché quegli occhi siano i più belli e i più interessanti del mondo, ma perché BANALMENTE sono gli occhi con cui dobbiamo condividere gran parte della nostra vita!!!!!!

Poi gli aspetti della situazione sono molteplici.
Le maschere per esempio.
In tutte le situazioni formali, in primo luogo in un posto di lavoro, è normale che si conosca solo la facciata impeccabile delle persone, la maschera formale, professionale.

Ma al calare del sole , chi più , chi meno, rientriamo tutti quanti nei panni di 'esseri umani', di comuni peccatori, di vittime, di aggressori.
Con tutte le nostre imperfezioni e i nostri intimi orrori.
Ma uomini pieni di bellezza.
Perchè finalmente veri.
Finalmente 'umani'.

Nella mia vita c'è bellezza e c'è orrore.
Ci sono vanti di cui andar fieri . E ci sono segreti da nascondere sotto il cuscino .
Ma leciti o non leciti che siano ...sono i miei strumenti di crescita.
E come tali sono scelta e necessità.

Io ho scelto di assecondarmi .
E dunque scelgo pure di osservare estremo rispetto per le scelte altrui, qualunque esse siano .
Non giudico nessuno, mi limito a scegliere , questo si, perché no, per affinità, per piacere reciproco di condividere una strada o un'idea.
Ma giudicare no, questo mai.

Sto perdendo il filo.
Questo, ho letto da qualche parte, accade quando il cervello viaggia più veloce delle mani sulla tastiera.

Non so ancora se sia un bene o un male .


sabato, ottobre 19, 2002

I migliori anni della nostra vita

Mi piace cantare. Da una vita intera.
A 12 anni con un vecchio mangiadischi a 45 giri ascoltavo Nikka Costa o LouLou e facevo cantare le Barbie.
Poi cominciai a usare la mia voce.
In casa, a porte chiuse, di nascosto da tutto e tutti.
Mi vergognavo.
Perchè ero timida.
La musica era espressione, emozione, coinvolgimento.
Cercavo parole, poesia e scoprivo che la musica era una vera e propria arte .
La prima forma di arte e di emozione che ho conosciuto.
Non ho voglia di scrivere oggi. Queste parole erano solo per proporre un brano splendido e che sento molto mio in questo periodo.

I migliori anni della nostra vita

Penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa
e che è bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa…

Io come un gentiluomo, e tu come una sposa…...
Mentre fuori dalla finestra
si alza in volo soltanto la polvere….
C'è aria di tempesta…

Sarà che noi due siamo di un altro lontanissimo pianeta.
Ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta.
Tutti vogliono tutto per poi accorgersi……
che è niente…..
Noi non faremo come l'altra gente,
questi sono e resteranno per sempre...

I migliori anni della nostra vita
Stringimi forte che nessuna notte è infinita
I migliori anni della nostra vita

Penso che è stupendo restare al buio abbracciati e muti,
come pugili dopo un incontro.
Come gli ultimi sopravvissuti.
Forse un giorno scopriremo
che non ci siamo mai perduti...
E che tutta quella tristezza in realtà, non è mai esistita!

I migliori anni della nostra vita
Stringimi forte che nessuna notte è infinita
I migliori anni della nostra vita!

giovedì, ottobre 17, 2002

Emma

Un mese di cambiamenti.
Decollati da un’edizione economica Ten dal costo di 2.000 ex lire.
Titolo ‘Madame Bovary’ , Gustave Flaubert.

La storia di Emma.

Pagina 1, pagina 2, pagina 10, pagina 50………
Si, Emma ero Io.
La mia vita, i miei dubbi, le mie incertezze, i miei errori, la mia ricerca....
Lì . Su quelle pagine di carta.
Immortalati, descritti... nella vita e negli occhi di Emma.
Pagina dopo pagina venivano a galla le mie debolezze e facevo luce sui miei bassifondi interiori.
Più che di una similitudine testualmente legata al suo pellegrinaggio sentimentale , la mia è piuttosto una riflessione sull’incapacità di essere felici, felici di ciò che si ha, sempre inclini alla ricerca di obiettivi più grandi, alla perenne ricerca di appagamenti che di volta in volta ci nutrono di gioie momentanee prima di farci ricadere nell’ennesimo baratro di solitudine, insoddisfazione, nell'ansia di nuova attesa, nell'ombra di una nuova ambizione da raggiungere, che incarni di giorno in giorno un nuovo ideale di felicità
Questo era Emma per me, e questa è l'immagine di me che finalmente ho visto allo specchio, dinanzi i miei occhi, quando ho chiuso la copertina e ho riposto il libro nell'area ‘classici’ della mia libreria.
Sono rimasta basita, come pietrificata per qualche giorno.
Come se un’improvvisa rivelazione avesse schiacciato improvvisamente contro un muro tutti quei balordi comportamenti quotidiani che banalmente accettavo senza porvi attenzione, senza dubbi, senza destinare ad essi la benché minima riflessione.
Comportamenti accettati da noi stessi quali via di fuga, facili scappatoie capaci di distrarre noi stessi da pensieri più dolorosi.
Quanto mi critico per questa superficialità quotidiana in cui mi faccio cullare!!!!
Ma è un arduo lavoro far partire razionalmente una riflessione critica su se stessi , costruirla, svilupparla volutamente, e farla propria partendo dalla sola teoria.
A mie spese ho dovuto constatare che sono i fatti, le esperienze, e soprattutto il dolore che insegnano la strada.
E la spensieratezza, cercata nel soddisfacimento dei piaceri materiali di ogni sorta , è come una droga.
Ti conduce per mano al non pensiero, in una sorta di estasi da oppiacei dalla quale è di volta in volta difficile ridestarsi.
Senno.. senno...ma dove mai ti nascondi quando siamo in preda di tali convulsioni esistenziali!!!!!!!
E' una posizione scomoda quella della consapevolezza delle cose.
Perchè in questo mondo infame ..volerci capire qualcosa... diventa quasi necessariamente soffrire.
Soffrire per la propria impotenza, per la propria condizione di uomo piccolo e incapace di accettare il male, il dolore, le leggi di questa vita.

Io ho deciso di darmi il permesso di sbagliare, di compiere errori.
Quegli errori che ci rendono così imperfetti, ma anche così tremendamente umani!!!!

martedì, ottobre 15, 2002

Punto a capo

Si fanno tanti bilanci ogni giorno.
Perché non farne anche uno di sé ogni tanto.
Peccato che ogni volta i buoni propositi siano tanti.
Mentre poi alla resa dei conti ci si accorge di essere sempre al punto di partenza.
Il dibattito che mi riguarda, che riguarda questi giorni credo sostanzialmente consti in qualcosa di molto comune per le migliaia di persone che cercano se stesse e che dopo aver affogato nelle più svariate strade le proprie ricerche, insoddisfazioni e tant'altro ....si ritrovano un bel giorno allo specchio a guardare i propri occhi riflessi...
Si fermano.
Si accorgono che il loro viso non è più quello di 10 anni prima.
E si rendono conto dopo tante estenuanti fatiche........

Che non c’è altro.

Che non ci sono obiettivi più grandi, che non esistono gioie estatiche diverse da quelle conosciute, magiche sorprese dietro l’angolo capaci di deviare il corso della nostra vita in maniera sostanziale.
Io ho vissuto gli ultimi 12 anni ‘per obiettivi’.
Costruivo, edificavo, cercavo, inseguivo….
..obiettivi che mi sembravano tanto grandi e che nel mio immaginario rappresentavano gli elementi di una banale equazione :
X = felicità
Un'equazione che di volta in volta realizzatasi…mi regalava una grande felicità che scemava lentamente lasciando dietro a se’ l’inesorabile scia dell’abitudine e di una quotidiana monotonia..
Perché l’essere umano è così.
Lotta , combatte, si dimena.
E quando ha raggiunto l'obiettivo corrente...non sa gustarsi la vittoria ed è già li ad armarsi di nuovo per combattere una nuova crociata.
In una sorta di bramosia che proseguirebbe all’infinito se non fosse che il senno di tanto in tanto ci prende per mano e ci riconduce a terra .

Credo di aver lottato per anni.
Ho cercato guerrieri inesistenti .
Ho combattuto coi mulini a vento.
Volevo ad ogni costo qualcosa che potesse diventare la bramata 'X' della mia equazione.
Mentre nel frattempo mi richiudevo nei sempre più torbidi labirinti cerebrali alla ricerca di una via d’uscita che non sapevo trovare.
Cominciavo a capire. Eh si...cominciavo.
Ma mancava il tassello finale.

Forse l'ho trovato.
Si chiama Emma Bovary.
Ve ne parlerò domani.
Week end in Toscana
Sabato siamo partiti .
E' la stagione della caccia.
E io vado a caccia.
Di arte.
Di musica per gli occhi.
Le pene del mondo sono tali e tante....che posso fare se non cercare di alleviarle appagando me stessa di tutto quel sapere che non mi è dato di sapere e che vorrei sapere?????????????
Meta: Arezzo (e tant’altro..)
Oggetto principale del nostro interesse: Piero della Francesca.
Piero non è il fidanzato della Francesca.
E' uno dei più grandi pittori del 400 italiano ovvero del primo rinascimento.
Dovrei incazzarmi con Virgilio. (Che non è nè il mio vicino di casa nè l'amico di Dante e scrittore, ma bensì il motore di ricerca).
Virgilio mi aveva suggerito bel tempo sia x sabato che per domenica.
Scazzato di brutto. Sarà mica pagato da qualcuno pure lui???????????????????????????
E vabbè.
‘L'è li stess’ (traduzione dal dialetto bolognese=”E’ lo stesso”)
E' stato bello ugualmente. La bellezza va saputa cercare. Anche se gli eventi ti sono ostili (pioggia a dirotto senza ombrelli, scarpe fradicie, pantaloni larghi che strisciano per terra inzuppati fino al ginocchio d'acqua......)
Bypassiamo.
La chiesa di San Francesco è spettacolare . La bellezza di ciò che vedo obnubila i disagi fisici provocati dalla pioggia.
Tutto l'abside della chiesa è affrescato in ogni angolo da Piero della Francesca.

Peccato che mandrie intere di bufali..ehm ehm… persone ..occupassero ogni meandro della chiesa.
E' impressionante constatare coi propri occhi e a proprie spese quanta gente vada in giro a vedere arte senza aver alcuna cognizione di sorta.
Dunque ..pullman sponsorizzati dai tegami x o dalla ditta y che ti scarrozza in giro a buon prezzo col solo scopo di venderti qualcosa.
Sfido l'80% dei presenti in quella chiesa ad avermi saputo dire chi fosse Piero della Francesca.
Mah.
Mondo infame. Dio cristo…ma cosa fanno a fare 'Buona Domenica' se tutti questi bufali non stanno a casina loro a guardarla?!?!?!!?!?!?!
Scusate. E' che sono un pò incazzata col mondo in sto periodo.
Entriamo poi nel duomo.
A fianco di un cenotafio...una bella Maddalena di Piero della Francesca.
Spettatori : 0.
Beh ovvio.
NON ERA PUBBLICIZZATA!..
O meglio….non era ancora stata…globalizzata!!!
Ahahah mi faccio ridere (o pena) da sola…..



lunedì, ottobre 14, 2002

Amo scrivere.
Per me stessa. Per gli altri.
Apprezzo e stimo immensamente chi scrive.
Perchè fa un dono immenso a una società così povera di verità.

Scrivere ...ferma gli attimi, fotografa pensieri, traccia emozioni.
E scalda il cuore.
Di chi scrive.
E chissà, forse anche di chi legge.