domenica, gennaio 26, 2003

DAIM DAIM DAIM
Ikea. Acquisti per la casa. Esco dalle casse e , come da copione, entro nel reparto specialità gastronomiche nordiche. E' qui che compro i miei amatissimi biscotti all'avena ricoperti di cioccolato e il salmone migliore . Mi metto in fila per pagare i 3 pacchi di biscotti all'avena. Nel frattempo il mio occhio si posa su una ciotola, appoggiata su un espositore, piena di caramelle che i clienti possono liberamente assaggiare. Ne prendo incurante in mano una. La scarto. La appoggio sulla lingua. Chiudo le labbra.....
E immediatamente un piacere orgasmico mi assale. Si tratta di cioccolato, di un cremosissimo cioccolato al latte che racchiude un cuore di caramello. I due sapori si mescolano, si fondono regalandomi sensazioni uniche e , necessariamente , da ripetere i-m-m-e-d-i-a-t-a-m-e-n-t-e. L'attesa alla cassa fortunatamente si prolunga. Grazie al cielo. Così furtiva rubo un'altro cioccolatino. Ma non è l'ultimo. Un altro ancora. Poi ancora uno....Finchè non ne resta nessuno . Mi sento come una bambina che ha appena compiuto un misfatto di cui vergognarsi. E maschero l'imbarazzo prendendo dall'espositore, incurante, la busta da mezzo chilo di DAIM, questo il nome di tali prodigiosi cioccolatini.
Pago. Esco dalla cassa. Il pensiero è fisso lì. Non vedo, non sento altro. DAIM DAIM DAIM pulsa nella testa. Entro in auto. Scarto contemporaneamente 3 cioccolatini e li ingurgito simultaneamente lasciandomi inondare , nuovamente, dal piacere sublime....

Epilogo:
In tre giorni ho terminato i primi 500 gr di DAIM . Nei giorni successivi sono tornata all'ikea e ho DOVUTO comprare altri 500 gr di Daim. Fulminati in 6 giorni.Precisamente ieri. Oggi ho male di pancia. O sto per morire di qualche malaccio...o forse il mio fegato sta chiedendo una tregua. Ma chi può salvare un' eroinomane da morte certa?

sabato, gennaio 25, 2003

Campi di grano



Era il lontano 1977.
E ogni estate mamma e papà prendevano in affitto per 15 giorni una casa sull’appennino .
Fu durante una di queste vacanze che feci amicizia con due bambini , Massimo e Diego.
Mi innamorai perdutamente di Diego.
E Diego si innamorò perdutamente di me.
Solo che anche Massimo si innamorò di me.
Giocavamo tutti assieme negli interminabili campi di grano che ci circondavano..
Ci rincorrevamo e ci nascondevamo dietro ai covoni.
Ma presto io e Diego sentimmo il bisogno di stare da soli.
E cominciammo ad estromettere dai nostri giochi Massimo che invece, giorno dopo giorno, diventava sempre più ossessivo e geloso nei miei riguardi..
Un giorno io Diego ci nascondemmo dietro a un covone.
E avviammo una trattativa.
Diego mi avrebbe mostrato il suo pisello.
In cambio io avrei abbassato la gonna .
Ma ovviamente Massimo ci colse in flagrante.
E con immenso orgoglio estrasse dai pantaloni il suo arnese.
Che era di dimensioni almeno doppie rispetto a quello di Diego.
Ma io ero innamorata cotta di Diego.
E non avevo mai visto un pisello in vita mia.
E da quel momento pensai che Massimo , oltre che invadente, fosse anche un bambino affetto da una grave deformità fisica.

venerdì, gennaio 24, 2003

MAI COME ORA CAPIAMO DI NON CAPIRE

Mai come ora capiamo di non capire
A che che cosa siamo legati
In questo momento - a che cosa andiamo in-

Contro nella nostra saputa tiepida solida
Occidentale angoscia affollata di
Miti e riti (magari senza volerlo)
E strepitosamente stanca di sé - stanca di strepiti

O anche acutamente consapevole - certo - di
Ruinare - di rischiare - di rimandare troppo
Alcune irrimandabili faccende

Come le facce turbative che sempre più s’affacciano
Ai finestrini delle nostre auto
Per guardarci - per chiedere - e noi ci guardiamo sì -
Invitati allo sguardo (talora anche irritati)
A biascicare qualche fesseria qualunque
Mentre il mondo va a fuoco
O ad allungare lo spicciolo - la monetina (veloci)

Depressi - in-sofferenti per noi più che per loro -
In quella condizione gigantescamente dispari

Non consapevoli - forse - nemmeno di non essere consapevoli
Oppure sì - consapevoli quel
Niente che ci rattrista o ci trattiene

Con lo sguardo che scappa - rossi di falsa coscienza
A dirci: “ma che ci posso fare io - ma che
Posso fare io da solo - io singolo
In questo nodo - in questa vergogna di ingiustizia guerra miseria”
Rossi di colpa e impotenti
E impotenti e impotenti - non fosse per…

Mariella Bettarini


mercoledì, gennaio 22, 2003

GRAZIE GEORGE!

HO CAPITO COME STANNO LE COSE, CREDO.
"La Corea del Nord viola tutti i suoi accordi con gli Stati Uniti sugli armamenti nucleari, mette alla porta gli ispettori delle Nazioni Unite, si prepara a produrre un ordigno all'anno, e il presidente George W.Bush dice che si tratta di 'una questione diplomatica.
L'Iraq consegna un rapporto di dodicimila pagine sulla sua produzione di armamenti e permette agli ispettori dell'Onu di andarsene in giro per tutto il paese. Gli ispettori riferiscono che nelle loro 230 ispezioni non hanno trovato sostanze chimiche pericolose -neanche quanto basta per riempire un vasetto di marmellata- e il presidente Bush annuncia che l'Iraq è una minaccia per l'America , è ancora armato e forse bisognerà invaderlo."
(Robert Fisk, The Independent)

Nel frattempo Bush "apparecchia la tavola " spostando decine di migliaia di uomini sul territorio. I quotidiani sbattono in prima pagina notiziette di cronaca e cazzate di ogni genere e nei corridoi la gente parla solo di sconti e di altre leggerezze.
Siamo programmati per non pensare. Tanto siamo in buone mani.
Chi guida le redini del mondo è infatti un uomo intelligente, coraggioso e apprensivo.
E io da piccola, ignorante, comune mortale quale sono non posso fare altro che commuovermi e inchinarmi al suo cospetto.
Perchè nessuno si è mai preoccupato tanto della mia incolumità fisica presente e futura da scatenare una vera e propria guerra per il bene mio e dell'intera umanità

martedì, gennaio 21, 2003

PranZen unt FamiglieNn

Arriva la zia canadese.
E' una delle poche occasioni in cui c'è un motivo per riunire l'intera famiglia.
Siamo in 15. 15 persone eterogenee , per non dire totalmente estranee, sedute allo stesso tavolo.
Io e Alex siamo ,sfortunatamente, gli unici della congrega che parlano l'inglese e ci accomodiamo dunque accanto alla zia.
Arriva inaspettato lo zio fascista che si fa chiamare Benito, e che si siede precisamente davanti a me -credo sia da qualche tempo a questa parte in preda a una sorta di fascinazione ossessiva nei miei riguardi- .Per tutta la sera Benito catalizza a voce alta su se stesso l'attenzione interpellandomi pressochè continuamente e impedendo ogni mia cortese iniziativa verbale verso la zia canadese che, ovviamente , rimane al suo posto interdetta e muta.
Sorry sorry he's crazy !” le sussurro di tanto in tanto all'orecchio.
Ma dopo un po’ si esaurisce il mio margine di sopportazione vitale ed esco dal locale per prendere una boccata d’aria.
Ma è a questo punto che Benito si alza in piedi e comincia battere i pugni sul tavolo, a tratti alza il pugno verso il cielo e contemporaneamente prosegue imperterrito a parlare senza tregua. E in mancanza di interlocutori disposti a degnarlo di attenzione, decide in ultimis di rivolgersi direttamente ,e nella sola lingua che conosce, quella ITALIANA, alla zia canadese , che, rimasta incustodita e dimenticata per una frazione di attimo, è ormai pietrificata dal terrore dinanzi al furente zio che,
totalmente incurante della nazionalità della nostra ospite, prosegue imperterrito a imprecare e affronta uno per uno i seguenti argomenti:

USTICA
I LIBANESI
GHEDDAFI
LE BOMBE
GLI AEREI DA COMBATTIMENTO
MUSSOLINI

Urge qualcuno che tenti di fermarlo.
Ma l'unica temeraria che esce in avanscoperta è la sorella di Benito che tenta vanamente di zittirlo.
Ad essa infatti Benito rivolge un rabbioso:
“ STAI ZITTA VECCHIA BABBIONA CHE STO PARLANDO IO , NON FARE LA MALEDUCATA !!!!"

Epilogo:
Di lì a poco tutti gli ospiti hanno cominciato ad alzarsi da tavola lasciando Benito solo a imprecare con l'unico ospite rimasto, il padre di Alex, ormai sordo al 90% ad entrambe le orecchie.
La zia americana è partita invece con un giorno di anticipo. Pare che a fine serata abbia chiesto un tranquillante a colei che la ospitava.
Mi ha lasciato però il suo indirizzo E-mail. Lei e il marito ottantacinquenne hanno infatti fatto del web il loro principale hobby pensionistico.
Benito invece prosegue agitatamente la sua solitaria e dittatoriale esistenza -unico suo adepto il cane lupo- e passa le giornate girando avanti e indietro per il paese con un'auto d'epoca militare tedesca che, a detta sua, pare essere appartenuta a qualche generale importante.
E infine io , che rimango con la forte preoccupazione per le sorti di un bambino che ho messo al mondo mescolando i miei geni con quelli di una famiglia di pazzi.

domenica, gennaio 19, 2003

Consumate!

Un malessere diffuso attraversa il mio corpo da qualche tempo a questa parte. E se i sintomi dei malesseri sono sempre molto chiari, le ragioni non lo sono invece mai.
Ma ancora una volta il sistema mediatico ci è di lezione e ci insegna che indagare nei nostri luoghi oscuri ci pone solo nella condizione di affliggerci ulteriormente. Difficile infatti, anche in seguito a una attenta analisi dei problemi, giungere a una risposta esauriente dei propri quesiti, in una società i cui i valori imposti non sono quelli legati alla natura dell'uomo, ma quelli dettati dagli interessi economici di una ristrettissima lobby . Accantonata dunque la faticosa ipotesi di un'analisi che scavi nei nostri abissi interiori a caccia di ulteriori scomodi mali oscuri da portarsi appresso, troviamo soccorso ancora una volta nella televisione che, sempre pronta a fornirci le migliori soluzioni, ci suggerisce ora di dimenticare per un attimo di essere animali dotati di cervello, e di affogare i nostri dispiaceri nello svago. E in particolare nel consumo.
Insomma.. ..Hai dei problemi? Dimenticatene. Vai al cinema! Oppure vai al supermercato! Comprati un vestito, un gioiello, un televisore nuovo, una borsa firmata!
Tutto fa brodo , basta che spendi quello che guadagni..Tanto l'inflazione è solo al 2,5%! (le ultime parole famose....)
Compra.
Perchè loro hanno bisogno di te!
Tu devi essere rimbambito e felice. Affinchèloro siano ricchi e felici.
Tu non devi sforzarti di pensare. Ci sono già loro che pensano per se stessi...e anche per te.
Tu devi limitarti ad essere felice nel corpo e nei sensi. E se anche non lo fossi..beh fai almento finta.

Ma che succede poi se per caso tu arrivassi al punto di realizzare che ormai possiedi di tutto........e non sei felice lo stesso?
Chissà.
Forse è perchè....stai finalmente cominciando a pensare.

sabato, gennaio 18, 2003

Dorcas Gustine

Io non ero amato dagli abitanti del paese,
ma tutto perchè dicevo
proprio quello che pensavo,
e affrontavo quelli che mi offendevano
protestando direttamente, senza nascondere o covare
segreti rancori o risentimenti.
L'atto di quel ragazzo di Sparta fu molto apprezzato,
che nascose il lupo sotto il mantello
lasciandosi divorare senza un lamento.
Ci vuole più coraggio, io credo, a staccarsi il lupo di dosso
per combatterlo apertamente, anche per la strada,
in mezzo a polvere e urla di dolore.
La lingua può anche essere un membro ribelle -
ma il silenzio avvelena l'anima.
Biasimatemi se volete - io sono contento.


Edgar Lee Masters
da Antalogia di Spoon River

In silenzio

Rifugio delle notti insonni,
di un cuore che non sa più amare,
distrai ancora questi pensieri,
nel torbido mondo di voci e luci
cosi' arido di valori e verità.

Che resta in fondo a noi ,di vero,
se non le sensazioni e i segreti irrivelati
che giacciono dimenticati nel silenzio del cuore?

Quale fatua verità , invece, dietro a tutto questo rumore,
dietro a queste false luci che accecano la vista,
che ci spingono ad affogare le membra spossate nei bagliori mondani ,
nella mera illusione di una felicità che, forse,
abbiamo talvolta sfiorato,
e che, ora,
non siamo più capaci di ritrovare?

Esausta, fuggo da questo caos
per trovare rifugio nelle oscure segrete interiori.
Dove schiudo gli occhi e scopro
che posso ancora ascoltare,
in silenzio,
il battito del mio cuore.

giovedì, gennaio 16, 2003

Amati odiati linkS
Ieri sera ormai stanca dei nauseabondi colori confettati del mio blog, ho deciso per una nuova confezione un tantino più sobria e soprattutto ..più veloce da scaricare.
Nello stesso tempo cercavo di dare pure una sistematina ai link promuovendo i blog a cui ormai mi sono assuefatta. Mi sono però accorta che ormai la mia lista di link è diventata spropositatamente lunga. E dovete sapere che mi sono sempre state estremamente antipatiche le liste 'estremamente lunghe ' di link .
Quelle liste interminabili che paiono, più che il risultato di una scelta oculata, una lista completa di tutti i bloggers a caccia di qualche cristo disposto a scambiare il link. Addirittura drammatiche poi sono le grida d’aiuto quando sono espressamente esposte sul sito con patetiche frasi del tipo" mi linki tu che ti linko anche io".
CHE TRISTEZZA !!!
Non trovate che in fondo anche una lista di blog scelti potrebbe in qualche modo essere significativa , allo stesso modo di una lista di film o libri letti, elementi utili dunque a identificare ilcarattere, la personalità , il modo di essere di chi scrive?
Ehhhh si...ammiro sempre più chi sceglie di non linkare o chi linka una lista di 5-10 blog al massimo.
E' un indice di qualità ..
Sappiate subito che appena i miei link arriveranno a 30 ..vorrà dire che sarà arrivato il momento di fare piazza pulita .
Oppure mi farò pagare da voi per ogni link che mi chiederete...
Potrebbe essere un’idea per fare soldi…..
Non fosse altro che…probabilmente morirò molto prima di veder coronati i miei sogni di gloria.
Quando si nasce pezzenti..è cosa più che probabile che si muoia poi da pezzenti.
Beh consoliamoci con la nobiltà interiore. Almeno quella.
Forse. Aimé…
Temo di non potermi vantare nemmeno di quella!!

PS:Colgo questa occasione per dare il benvenuto a MIC-ISMAN e CASADIBACCO. Si tratta dei blog dei famosi "Mic"
amici di Michele Marziani, tutti miei carissimi amici virtuali.

Vedremo cosa saranno capaci di fare.... (è una provocazione la mia.....) :))
Preludio

Fuori la notte affonda
con la neve.
L'ho vista arrendersi
alla luna sporca.
Ma la luna e la neve
erano un vetro
e dietro tu
che mi guardavi.


E' di Luca
E l'ha dedicata a me.

Luca. Probabilmente il primo e ultimo poeta al mondo che si sia degnato di dedicare due righe a questa povera sfigata.