Guiraijn, castagnole e mal di pancia
Nell'azienda di Alex , in occasione del proprio compleanno, è usanza portare in ufficio dolciumi o salatini per festeggiare l'evento assieme ai colleghi.
Per questa ragione quanche anno Alex esordì chiedendomi di andare in pasticceria a comprare 5 kili di bignè per i suoi 100 colleghi. "AZZZZZ."..dico io.." Come?Quando?Perchè?Ma ti rendi conto?Per sfamare gente che tra un po manco conosci'? TE LI FACCIO IO I BIGNE'".
Le ultime parole famose.
Testarda come un mulo mi buttai a capofitto sui bignè. Tutto doveva andare per il meglio. Ma accadde un imprevisto . I BIGNE' NON SI GONFIARONO.
C..C.CC..CCAZZO.....4 teglie di bignè mica si possono buttare nel pattume!!! Ma Alex splendido venne in mio soccorso dicendo "Checcefrega quei bestioni là mangerebbero pure la loro madre"
Benissimo. Farcimmo dunque le frittelle e le spacciammo per GUIRAIJN (nome di fantasia ovviamente) ovvero un dolce tipico 'croato'.
L'aspetto era disgustoso. Ma il successo fu strepitoso. TUTTI ci chiesero la ricetta.
Un dramma ...considerando che , chi successivamente tentò di ri-emulare il tentativo delle nostre 'frittelle' fallì miseramente ritrovandosi nel forno splendide palline rotondeggianti comunemente chiamate bignè. Tanto che nemmeno io mi azzardai negli anni successivi a ri-tentare l'esperimento dei Guirajn tanto richiesti per la paura di trovarmi nel forno una marea di rotondeggianti bignè. E dunque scelsi di migrare verso nuovi orizzonti:
Le
castagnole. Dolcetti carnevaleschi accattivanti, sfiziosi, piccoli , adatti per sfamare molte bocche, perfetti per la festa di compleanno di Alex, oggi.
Questa mattina mentre cospargevo di zucchero vanigliato tutte quelle palline disposte ordinatamente sui vassoi dorati ...la mia mente tornava al passato.........
...Era il 1980 ....usava allora che il giorno di capodanno gli uomini girassero di casa in casa di amici e parenti a donare vischio e auguri . Per le donne dunque era consuetudine il primo dell'anno restare in casa a ricevere parenti e amici. Da brava donnina (quale non sarei mai diventata) era mio compito accogliere gli ospiti in salotto dove erano in bella mostra ,sul tavolo addobbato a festa, dolci, cioccolatini, torte salate e vino. Era la sera di fine anno e mamma aveva dunque preparato un grande vassoio di castagnole per la mattina successiva. Mamma e papà si preparavano in bagno . Ricordo i profumi, una camicia di lamè su letto, la frenesia dei loro preparativi. Dovevano uscire, andare a festeggiare. Mentre io e mio fratello saremmo rimasti in casa coi nonni. I miei partono.
Io e mio fratello in salotto...L'odore forte e attraente delle castagnole che catalizzano la mia attenzione più di Raffaella Carrà.
Io che azzardo la prima mossa e ne gratto una. Mio fratello un'altra. Poi ne prendo un'altra ancora..Poi ancora...
Risistemando ogni volta accuratamente il vassoio affinchè non restassero prove del nostro passaggio.
Dopo 2 ore le castagnole erano finite. E io cominciavo a sentirmi male.
Sentivo BAOBLOB nella pancia. L'amido che fermentava. Glup glup in gola.
Ormai non mi preoccupavo più nemmeno delle giustificazioni o delle probabili botte.
Ero molto piu preoccupata dei dolori che sentivo dentro alla pancia.
Fu la colica più brutta della mia vita. Restai a letto 2 giorni.
Ma dicono che le coliche siano educative perchè pare ...ci si dovrebbe nauserare del cibo che ne è stato causa .
A me però non è mai successo.
Sul vassoio davanti ai miei occhi ormai c'è solo zucchero.
E sto cominciando a sentire le prime fitte alla pancia.....