Un’auto la scegli.
La guidi ogni giorno.
Con essa ti sposti, osservi, pensi.
Viaggi nelle esperienze ...scrivendo il libro della tua vita.
Auto Story (puntata n°1)
E’ il 1988.
La patente profuma ancora di fresco. Ho una gran sfregola di indipendenza, di uscire senza accompagnatori a folleggiare la notte .
Ma il mio papà è estremamente geloso , non di me, ma della sua amatissima fiat UNO SL (=superlusso) che tratta con più cura di quanta non ne riservi per la propria moglie. Ogni venerdì sera sono lotte estenuanti in famiglia per ottenere il permesso di possederla. Sono certa che lui non dorma finchè io varco la soglia di casa. Perchè questo significa che la sua bambina , la UNO, è tornata a casa.
Ma ecco che una sera riesco in una frazione di buonumore paterno a conquistare l'auto per una serata in disco.
Giusto perché si tratta di
“Les bains douches “ piccola discoteca distante non piu di 1 km da casa mia. ( Beh insomma si comincia dai piccoli passi...accontentiamoci di questo km... ci sarà tempo per le lunghe distanze!!!)
Truccata, imbellettata e pronta per la serata in discoteca ogni mia singola cellula è in preda a una profonda fibrillazione .
Esco in retromarcia dal parcheggio con la fiat uno di papà.
Non faccio in tempo a fare 3 metri in retromarcia che riesco a spalmare sull’intera fiancata della Uno mezzo chilo della gomma del paraurti dell'auto del vicino di casa .
La situazione familiare è tragica.
Urge una soluzione.
L’incazzatura di mio padre e Il senso di dovere verso il prossimo mi inducono a prendere importanti decisioni.
Perché io ho il diritto di sbagliare, ma ho anche il dovere verso il prossimo di non farlo sulle spalle altrui.
E’ dunque giunto il momento di acquistare un'auto che sia solo mia.
Ed è a questo punto che entra nella mia vita
LA FRICCHETTONA
Mosso dall’impellente bisogno di togliersi di torno la figlia trita-auto , il mio premuroso papa comincia ad affacendarsi per cercare a destra e a manca una qualche conoscenza che possa aiutarmi a trovare una ‘buona occasione’.
Baciato dalla fortuna scova in qualche disperato angolo di mondo una vecchia conoscenza(?) , un tal Armando che di professione fa il carrozziere. Sarà lui il benefattore di famiglia che porrà fine alle agitazioni notturne di mio padre.
Ci presentiamo dunque una sera di autunno nella grande carrozzeria in cui lavora il nostro Armando.
Che molto gentilmente ci prospetta una interminabile lista d'auto .
Ma il denaro che io ho tanto disgraziatamente accumulato in conto corrente in 2 anni di lavoro ammonta alla modica cifra di 2 milioni e mezzo, cifra che smorza immediatamente l’entusiasmo di Armando che , imbarazzato, si trova a dover combattere con un budget impossibile.
La gamma d'auto appetibili si è infatti ridotta inesorabilmente . Anzi diciamoci pure che non esiste un solo veicolo che possa soddisfare le mie aspettative.
Ma forse è proprio grazie allo sguardo piagniucolante di mio padre che esercita tutte le sue leve persuasive in nome dell'amicizia Armandesca... che sbuca da qualche angolo della carrozzeria l’ auto che GLI regalerà la felicità.
Eccola è proprio lei.
La splendida, fiammante , roboante Lancia delta LX 1300.
Qua e là ha qualche ammaccatura . Ma io già me la immagino nera, aggressiva, tutta lucidata a cera.
Ma le 500.000 lire per tingerla proprio non le ho (nè mai le avrò) e dunque la tengo così com’è.
Conduco a casa, non senza perplessità, la mia rumorosissima e cigolante auto azzurro metallizzato. Da quel giorno in avanti io e la mia auto diventeremo inseparabili. Ovunque io vada il mio arrivo sarà perennemente preannunciato 2 minuti prima dal rumore assordante del motore della mia lancia. Se ne accorgono anche carabinieri e polizia che al mio passaggio avranno per i 5 anni successivi braccio e paletta alzati.. I posti di blocco saranno infatti appuntamenti abituali e quotidiani per me.
Battezzo dunque la mia auto “FRICCHETTONA” per la sua linea comoda ,fric e sgangherata che così piace alle autorità.
Ma nonostante i 25.000 chilometri dichiarati (a cui nessuno crede tranne che quel boccalone di mio babbo che ha scambiato Armando per l’arcangelo Gabriele) la fricchettona si rivela presto in tutte le sue limitatezze.
Prima tra tutte l'impianto dei freni.
La fricchettona è geneticamente lenta e pure il sistema frenante si adegua ai ritmi placidi della vettura. Niente di grave. L'importante è saperlo. Se sai che il tuo raggio di frenata auto è di 100 mt invece che di 10 ..beh ti regoli di conseguenza. Vai più piano, tieni le distanze di sicurezza...e poi beh.. ti fai il segno della croce e questo non fa mai male.
Ma la più grande disgrazia della fricchettona si rivela presto l'impianto elettrico.
La mia auto ha infatti una batteria davvero bizzarra: possiede infatti 1/3 delle risorse elettriche normalmente in dotazione alle automobili e, esaurite quelle..ti attacchi al tram o ti suicidi. Capita così che al mattino se vuoi riuscire ad accendere l’auto devi necessariamente accertarti di non avere ne il radiatore, nè la radio, nè le luci accese . La sera poi se devi accendere gli anabbaglianti devi necessariamente spegnere il riscaldamento.
Ma il massimo accade quando piove e si rende necessario attivare i tergicristalli.
Una tragedia. Luci e tergicristalli rappresentano infatti un connubio insostenibile per la fricchettona: a luci accese quando il tempificatore fa partire il tergicristallo , gli anabbaglianti si abbassano di intensità fin quasi a spegnersi per poi ritornare a splendere quando il tergicristallo torna fermo al proprio posto .
In pratica la mia fricchettona pare un'auto del luna park con tutti i suoi rumori, cigolamenti, luci e lucine che si accendono e si spengono a ritmo cadenzato del tergicristalli o della musica che romba nello stereo.
Ma i drammi non sono ancora finiti. Perchè in compagnia della fricchettona io ho infatti trascorso gli anni più freddi della mia vita.
Percorro 15 km per andare al lavoro, e i n inverno sugli appennini si parte da casa con – 5 gradi di media.
Attivo il radiatore della fricchettona e spingo l’aria al massimo per scaldare velocemente l’auto. Ma dal radiatore esce solo un flusso d’aria gelida che pare la bora triestina. Praticamente tutto congela all’interno dell’auto, me compresa. E solo a 200 metri dall’arrivo al lavoro la bora comincia a trasformarsi in un lieve scirocco.
Insomma vivere con pochi soldi e con pochi mezzi è una grande palestra di vita.
Si impara a essere pazienti e ad accontentarsi di ciò che passa il convento.
Ma tutto ha un limite. E se la pioggia rappresenta un dramma vero e proprio , beh la sporadica neve può tramutarsi in una vera e propria tragedia familiare.
Si, perchè alla nostra fricchettona la neve proprio non va giu e ce lo fa capire con la spossatezza flemmatica dei suoi tergicristalli , sempre e perennemente affaticati al punto da non riuscire più a spostare nemeno quei 3 mm di neve che si accumulano al di sopra del vetro.
E così un giorno accade l'inevitabile.
E' mattina presto, 2 cm di neve hanno coperto la fricchettona. Aziono il tergicristallo posteriore ma esso si blocca a mezzo vetro nel tentativo di spostare la neve.
Esco dall’auto infreddolita, incazzata, senza guanti rimuovo la neve, ma quello stronzo di tergicristallo è fermo, impalato in mezzo vetro e pare incantato nella propria performance . Emette un ronzio fastidioso e continuo mentre l'indicatore dell’agonizzante batteria inesorabilmente scende attimo dopo attimo. Risalgo in auto ma ogni mio
tentativo risulta vano. Colta da un raptus accecante e improvviso apro portiera, ridiscendo, mi avvicino al tergicristallo , lo acchiappo a due mani e con tutta la forza di cui madre natura mi ha dotata lo strappo cavernicolamente dalle viscere che lo tengono da 15 anni legato al corpo della madre-fricchettona.
Respiro di solliveo.
Agonia finita.
Il ronzio è terminato.
La batteria è salva.
E il tergicristallo è morto.
Di lui conserverò il ricordo fino alla morte della fricchettona.
Per i due anni successivi infatti sventolerà a penzoloni sul retro dell'auto un buon mezzo metro di filo elettrico nero che attirerà l'attenzione di tutti nella totale indifferenza della sottoscritta .