martedì, giugno 17, 2003

.ARROSTO

E’ morta Camilla, una delle mie due cagne. Uno splendido pastore catalano che le cure ormonali avevano ridotto a un pastore marocchino. Il povero animale nel giro di qualche mese aveva infatti perso il pelo e acquistato pigmento. Trasformandosi in un glabro e strano animale color cioccolato. Aveva tutto avuto inizio con delle complicazioni renali. Evolutesi successivamente in un raro morbo che l’ha, in ultimo, condotta alla morte. Sotto al portico di casa l’ho accarezzata per l’ultima volta.
Senza lacrime. Probabilmente perché questo spegnimento era stato preceduto da una fase di vera e propria demenza senile , fase in cui il cane non rispondeva più al richiamo e compieva cose senza senso.
Ho chiesto a mio padre di ricomporla prima che intervenisse il rigor mortis, affinché fosse più semplice seppellirla... Ma il problema è che l’andropausa sta, evidentemente, modificando i processi cerebrali di mio padre... Che è sempre stato un po’ originale nelle proprie idee, ma quello che di lì a poco avrebbe fatto....beh ..non me lo sarei mai aspettata. Il giorno successivo , giungo a casa dal lavoro e chiedo a papà dove ha seppellito il cane.
E lui sorridente...“Non l’ho seppellita, ho deciso di cremarla”
Gulp..CREMARLA?
“Si è là in mezzo al campo guarda”.
....Vedo un immenso falò...E giuro io sono paralizzata. Impietrita. Muta. Posso solo intravedere , dalla mia distanza di sicurezza, una sagoma nera che pare quella di una pecora allo spiedo. La cosa è di per se rivoltante. Non posso credere che mio padre abbia preparato un arrosto col mio cane. 48 ore di fuoco continuo ..necessarie per rosolarla a puntino....

Toh...Meglio scappare di corsa in casa, chiudere le finestre e fare finta di non aver visto e udito nulla. Perchè una cosa è certa.
Di Camilla io vorrei ricordare gli occhi dolci color nocciola, il pelo fulvo e le corse spensierate.
Mio padre …davvero non so' ...

venerdì, giugno 13, 2003

Ieri sera ho partecipato all'addio al nubilato di una mia collega, evento che , a dire la verità, non mi allettava eccessivamente.
In linea di massima le uscite con amici che prediligo...sono di tutt'altro genere. Ma quella di ieri è stata veramente una delle serate più divertenti di tutta la mia vita.
Chi l'avrebbe mai detto? Credo non mi sia mai successo di cominciare a ridere alle 9 di sera...e di andare a letto all'una e mezza con le mascelle che ancora ti dolgono per le troppe risate . Forse è ora che io cominci a mettere in discussione mie filosofie esistenziali...
A volte sapersi concedere un pò di leggerezza .... è davvero ritemprante!

mercoledì, giugno 11, 2003

Emanuele vive nel timore atavico di defecare. Questa paura lo induce a trattenere all'inverosimile i propri bisogni fino al momento in cui essi divengono del tutto incontenibili dando luogo a una vera e propria esplosione nucleare. Autentica disgrazia…se questo apocalittico evento ..ha luogo nel bel mezzo di un'affollatissima spiaggia , lasciandoti in un

MARE DI CACCA

E’ una domenica di giugno, sono le 9 di mattina. Lele è stranamente introverso. Se ne sta silenzioso con le gambe incrociate a gigionellare sotto all'ombrellone. Ma a un certo punto, come per miracolo, appare una piccola cacca in mezzo alla sabbia. Alex :“Toh, sarà passato un cane stanotte!!!” (Solita ingenuità maschile) Mentre io invece sto già macinando bile, assalita da un improvviso atroce sospetto. In un riflesso incondizionato caccio la mia mano sul sedere di mio figlio. Dove posso tragicamente intuire, al di sotto dello spessore del costume, una eloquente balotta rotondeggiante. Mi sta salendo febbre , lo sento... la tachicardia pure…. "Grrrrrrrrrrrrr Emanuele sei un maiale, hai 4 anni ma non ti vergogni di fare queste cose!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” Sbraitando lo trascino in bagno. Chè ,dinanzi a queste situazioni, i mariti divengono come per caso autentici handicappati incapaci di far fronte a una qualsiasi elementare attività di pulizia e dunque occorre sapersi arrangiare . Poi ecco, immaginatevi un wc di 1 mq dotato solo di un micro water e di un micro lavandino. Ad ogni movimento tocchi inevitabilmente qualcosa nonostante tu abbia predicato per mesi a tuo figlio di non toccare assolutamente nulla quando si trova in cessi pubblici. E allora la tua sclerosi sale, sale, sale sempre più mentre tuo figlio prende tra le mani il sedile del water e cerca a tutti i costi di alzarlo ma quello proprio non sta su, e tu gli spieghi per l’ennesima volta che per fare la cacca occorre tirarlo giu e non su, ma che deve farlo senza toccare nulla con le mani …..Un dramma insomma. Soprattutto se sai di avere degli attenti spettatori. A fianco del bagno infatti c'è il classico campo da bocce con tanto di giocatori intenti a gareggiare chiacchierando animatamente. Improvvisamente lì si fa tutto silenzioso e puoi chiaramente immaginare che i giocatori si sono zittiti per mettersi all’ascolto della tua prode impresa educativa. Il Lele infatti manco ci pensa a defecare: in fondo ne ha già fatte due di cacche, una nella sabbia e una nel costume…perché dovrebbe farne una terza?!?!?!?!?!?! Facciamo dunque ritorno all’ombrellone. Non senza aver insozzato integralmente il cesso 1x1 di carta igienica e scottex , materiale necessario per ripulire tutto il sedere di mio figlio, nessi e connessi. Ovviamente dinanzi a tal evento eccezionale ho dovuto togliere il costume a mio figlio, e poichè non sono una mamma previdente (di quelle che girano con 6 creme protettive e 5 costumi di ricambio, tanto per intenderci) decido di infilargli al posto del costume i calzoncini corti. Faccio dunque ritorno, sola e incazzata, nel solito micro wc. Prendo il sapone. Lavo alla benemeglio il costume immerdato di mio figlio, cerco di disingorgare il water ingorgato . E me ne torno all’ombrellone completamente esausta.
Forse è finalmente arrivato il tempo, anche per me, per sdraiarsi sul lettino. Ma ecco il Lele si avvicina preoccupato ed esordisce improvvisamente con un lagnoso "Mammmmaaaa...ho male alla pancia mi accompagni in bagno?" Non ho nemmeno la forza di rispondere.
Ennesima epopea. Si ricomincia. Controllo i pantaloncini : sono già sporchi di cacca. Sto diventando cianotica. Si torna in bagno. Denudo convulsamente mio figlio. Lo piazzo sul water . Incazzata come una biscia comincio a strappare all’impazzata scottex e carta igienica. Ormai non so piu dove mettere tutta sta carta e tutta sta merda. E urlo, urlo ..urlo…urlo..........e mio figlio terrorizzato urla urla urla….......mentre il campo da bocce sempre più ....tace, tace tace…. Quando poi ho finalmente terminato di urlare, insaponare, lavare il bimbo ,certa di aver portato a termine la mia missione,….scopro con immenso orrore che il mio piede destro scalzo…è totalmente incollato al pavimento. Quale orrore scoprire che l'ennesima polpetta di cacca è caduta per terra , probabilmente dai pantaloncini nel momento in cui li avevo tolti a Emanuele.......E allora ricomincio a urlare....... urlo , urlo, urlo....che la mia voce rimbomba nel metro quadro di cesso e ormai divento sorda pure io. E continuo a strappare scottex, a insaponare, a lavare , questa volta il mio piede, vittima anch’esso di questo mare di merda.
Quando esco dal wc ho con tutte le probabilità le sembianze di una orrenda, arcigna, incazzatissima Crudelia De Moon. A passo spedito me ne torno al mio posto. A distanza di 10 metri mi segue il mio piccolo maialino che piange come un disperato, evidentemente offeso da questa ingrata e poco comprensiva madre .
Dinanzi a me uno stuolo di giocatori di bocce increduli, allibiti, che mi guardano come se fossi un marziano e pare quasi che dicano all'unisono ‘Poverinooooo’….

Nessuna solidarietà invece per le povere madri che invece di godersi una domenica di mare, finiscono per nuotare in un mare di merda

domenica, giugno 08, 2003

Coincidenze

Siamo a Cesenatico e sta per terminare il weekend trascorso al mare con Emanuele. Alle 10.30 decidiamo di abbandonare la rovente spiaggia: Alex ha un neo che si è infiammato in seguito all'esposizione al sole e dunque preferiamo rinunciare alla spiaggia, a beneficio di un rilassante tuffo in piscina all'ombra della pineta secolare. Giungiamo accaldati in hotel, entriamo nella hall e mi avvicino a una coppia di amici conosciuti nei giorni passati. Stanno chiacchierando con una donna dallo splendido fisico che mi volge le spalle. Quando la donna si gira ..con immenso stupore...mi accorgo che …è KAPLER?!?!? Kapler, l’insegnante di ginnastica del paese limitrofo a quello in cui vivo io . Avevo conosciuto Kapler 7 anni fa quando svolse un corso privato di ginnastica e ,a casa mia, per un gruppetto di amici. Insomma , scopro che Kapler è separata dal marito e che è qui a Cesenatico perché è amica del bagnino di questo hotel. Ma ora è di fretta perchè deve correre in stazione a prendere il treno per riuscire ad essere sugli appennini entro sera . Mi pare quasi doveroso offrirle un passaggio in auto. Che lei accetta. Partiamo dunque , e in viaggio, chiacchierando, vengo a sapere che Kapler ha pure una figlia, una bambina di nome Lucrezia. Lucrezia?!?!?!? Uhm...... Il nome non mi è nuovo…. “Ma va per caso a scuola a XXXX ?!??!!” “Ma certo!!”
Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Scopro dunque che Lucrezia è una compagna di classe di Emanuele e precisamente la splendida fanciulla che lui picchiava durante la festa di natale già ampiamente documentata qualche mese fa. Dopo 2 ore giungiamo finalmente a casa. “Dove ti portiamo Kapler?” (il nomignolo le era stato dato da Alex per i metodi alquanto dittatoriali della ginnasta)
Ci chiede di accompagnarla a casa dei suoi genitori , luogo in cui, da quando è separata, vive assieme alla figlia. “E dove abitano i tuoi?”
Incredibile ma vero: a non più di 500 mt da casa mia .La mamma di Kapler ci invita a entrare. E così conosco finalmente la splendida Lucrezia. Tempo pochi minuti e suona nuovamente il campanello. E’ la zia di Lucrezia che viene a farle visita. Entra in casa…Uhmm..ma mi sembra di conoscerla questa qui………Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa è la dermatologa di Alex!

Possibile che sia tutto casuale?
O forse esistono forze misteriose che guidano le energie, le persone, gli eventi in determinate direzioni??????

mercoledì, giugno 04, 2003

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA

Lunedì mattina mamma giunge in riviera per prendere le mie veci nell'accudire durante la settimana lavorativa mio figlio. Ed è ovviamente preoccupatissima per tutte le incombenze di casa che normalmente lei svolge nell'arco di tutto l'anno al posto mio. Ma in questa occasione noto che è stranamente serena....chissà, forse certa di aver individuato una soluzione a tutte le sue preoccupazioni. Terminato il lungo weekend marino giungo a casa raggiante anche grazie alla consapevolezza di avere dinanzi a me 4 giorni di totale astinenza materna. E sul portone di casa ecco ad attendermi il primo inquietante biglietto appiccicato: "Stai attenta ho messo l'allarme ,che se suona si svegliano i vicini e chiamano i VIGILI " ...vabbé...lassiam perdar.... Entriam pure in casa. Bastano pochi passi ed ecco che spunta il secondo biglietto"Mi raccomando toglietevi le scarpe QUI che così rimane tutto pulito. E ricorda di lucidare le scarpe a tuo marito che le ha sempre sporche e cosa pensa la gente di TE che sei sua moglie?!?!?".Ok togliamo pure le scarpe. Nel frattempo sopraggiunge l'ora di cena. Che si prepara? Andiamo a vedere in freezer che c'è di buono. Ed ecco che fortunatamente ricorre in mio aiuto l'ennesimo biglietto: "Ti ho preparato le polpette con la ciccia biologica non ti preoccupare che è sana, non è di mucca pazza . E poi mi raccomando raccogli i zucchetti e le fragole che senno' marciscono " . Poco dopo entro nella cucina dell'appartamento di mamma. Sul tavolo l'ennesima estenuante missiva: "Mi raccomando la mia gattina! Non dimenticarti di darle affetto quando ci sei ,HO PAURA CHE MUOIA , e lo scatolone dei bricchi. Ricordati di accarezzarle la pancia mentre mangia sennò non mangia " Ovviamente poi la gatta ha 16 anni , soffre d'asma , è lenta come una messa cantata e dunque impiega non meno di 10 minuti per terminare la scodellina di carne. Questo significa che io dovrei accarezzarle la panza mattina e sera per 10 minuti?!?!?!?!?!?!?!? Certo, anche perchè mamma mi telefona almeno 2 volte al giorno. Ovviamente per sapere come sta la sua gatta. Alex fa il cretino e se la ride, tanto la madre è mia e non sua....Tanto per fare un esempio mezz'ora fa squilla il telefono, Alex risponde - "Pronto?"
- "Come sta la mia micia?"
- "Ins...omm...a....è meglio che... parli con... tua figlia....." (..ridacchiando sotto i baffi) mi passa la cornetta mentre mia mamma è già in preda a uno scompenso cardiaco:
-" Oddio, oddio, che è successo alla mia gatta, non me l'avrete mica fatta morire! "
-" Maddai che sta benissimo mammaaaa!!!"
-" Non è vero tu mi dici le bugie , tuo marito mi ha fatto capire che è successo qualcosa , IO HO IL DOVERE DI SAPERE COSA è SUCCESSO ALLA MIA GATTINA"
-" Senti dimmi piuttosto di Lele...."
-" Le hai dato un po d'affetto alla micina ?!?!!?!?!??! Ne ha bisogno, sennò brutta disgraziata vengo a casa e poi venite qui voi due qui a badare a vostro figlio!!!!
Allora le hai accarezzato la pancia? Le hai parlato? Perchè io le parlo tutti i giorni e lei ne ha bisogno!!!!!!"

A questo punto ci manca solo che sopravvenga il letale attacco d'asma e il gatto muoia durante questi giorni in cui mamma è in ferie. Sarebbe la volta buona che , oltre che figlia degenere, divento pure una crudele assassina.

martedì, giugno 03, 2003

Odissea Romagnola : l’ombrellone

Sabato , ore 5.35. E’ l’alba, il mondo ancora tace, ed è precisamente l’ora in cui io e Alex decidiamo di partire dotati di salvagente, creme abbronzanti e panini per la riviera romagnola; psicologicamente e fisicamente pronti a sfidare il grande esodo ci troviamo invece dinanzi a un'autostrada semi-deserta. E così non più tardi delle 7.15 giungiamo in spiaggia. Siamo tra i primi prodi avventurieri del fine settimana e grazie a tal privilegio viene a noi concessa in via del tutto eccezionale la possibilità di scegliere , tra un'ampia gamma di possibilità, quella che sarà la postazione tattica per i prossimi 3 giorni: il nostro ombrellone. Risolto il gravoso compito della scelta ha poi inizio il processo di svestizione e incremamento, seguiti a ruota libera dalle indispensabili attività pedagogiche atte a inserire velocemente il Lele nel nuovo habitat. Dopo almeno 2 ore tutte le procedure preliminari e i doveri sono stati finalmente adempiuti. E’ giunto il momento di godere di questo bramato momento di relax che aspettiamo da mesi e possiamo finalmente estrarre dal borsone da spiaggia i nostri libri.
Alex ,un saggio di M.Gorbaciov & Daisaku Ikeda , testo di filosofia politica e religiosa.
Io un romanzo di M.Bulgakov “Il maestro e Margherita”.
Ma nel frattempo la spiaggia si è riempita di persone e il caos ha progressivamente raggiunto livelli da stadio.
In preda a evidenti difficoltà di concentrazione decido di riporre il libro, inforco gli occhiali da sole e mi appresto curiosa a osservare la tanto rumorosa fauna che mi circonda. Gli ombrelloni limitrofi sono stati interamente occupati. E il catastrofico e surreale scenario che si prospetta ai miei occhi è il seguente.
Ombrellone 1)Big Jim &Pamela Anderson .
Pamela visibilmente siliconata al seno e alle labbra. Culo, quadricipiti, addominali marmorei.
Big Jim ha le spalle larghe 1 mt. Prendono il sole entrambi senza fiatare. Da dietro gli occhiali da sole scuri si limitano ad osservare e seguire con lo sguardo la fauna circostante.
Ombrellone 2)Squadra di calcio
Una anomala squadra di calcio ha affittato l’ombrellone a fianco di Pamela. Anomala perché i giocatori pesano mediamente un quintale ciascuno. E si trovano tutti quanti in un raggio di massimo 8 mt dal mio ombrellone. Indossano tutti una divisa blu che inequivocabilmente induce a pensare a una squadra.Uno dei bestioni esterna un variopinto apprezzamento sulla Pamelona. Ma Big Jim non glielo permette. C’è aria di rissa. Volano volgari epiteti. La Pamelona si copre col pareo per occultare le cocomeriche curve oggetto di tanti coloriti vezzeggiativi. Big Jim ha i muscoletti mascellari in preda a fibrillazione. L'aria si taglia con un coltello. Ma 1 contro 11...è decisamente da evitare...
Ombrellone 3)La famiglia modenese
Donna incinta con marito. Sorella di lei visibilmente tardona con relativo marito e figlio. Il marito della prima , ad alta voce, prende solennemente per il culo la tardona trattandola precisamente come tale. Quest’ultima , incurante, chiede al cognato di andarle a comprare un gelato. Ma lui le chiede il denaro in anticipo perché di lei non si fida. La tardona si ribella e scoppia una lite familiare in piena regola con tanto di insulti , urla e lacrime tra le sorelle.
Ombrellone 4)Le babbione rotocalco
2 babbione stanno passando in rassegna tutto il repertorio gossip degli ultimi 3 mesi. Sul lettino hanno in dotazione giornalacci di ogni sottospecie. La tardona modenese si alza e chiede gentilmente alle babbione se può usufruire dei tanto preziosi giornali. L’evento scatena però un vero e proprio MaurizioCostanzo show sul lettino attiguo al mio, dibattito che ha per oggetto “se sia più brava la Marcuzzi o la De Filippi”
Ombrellone 5) La famiglia Sanlazzarese
Già conosciuta 1 anno esatto fa, ha noleggiato l’ombrellone più vicino al nostro proprio perché ha ritrovato noi, "AMICI DI VECCHIA DATA". Inutile dire che io non ricordavo nemmeno il nome di questa coppia.

Subitaneamente mi rendo conto che questo non è certamente il clima migliore per consumare le pagine di Bulgakov. Opto dunque per una passeggiata in riva al mare. La Sanlazzarese vuole assolutamente farmi compagnia. E sia. Durante l’ora successiva, a passeggio in riva al mare , la loquace bolognese riesce a farmi un distillato della sua vita intera. Che conclude confidandomi il suo fobico bisogno di nuove amicizie . Ho quasi il timore che lei voglia saltarmi al collo e abbracciarmi per questa inaspettata generosità.Mentre in realtà io, per tutto il tempo, sono stata in preda all'angoscia per avere totalmente dimenticato il nome di questa donna . E ogni mio sforzo è dunque finalizzato all'obiettivo di scoprirlo , pena l'ennesima figura di merda. Giungo persino a improvvisarmi analista (psichiatrico) . E dopo estenuanti fatiche riesco finalmente a scoprire che questa donna deprimente (oltre che depressa) si fa chiamare Milly dal marito. Milly? Milena, Malena, Miluna, Mooo?!?!?! Non mi resta che chiamarla pure io Milly, ma questo confidenziale appellativo non ottiene altro scopo che avvicinarla ancor più morbosamente a me. Se non mi decido entro breve a metterle un freno, la Milly ha già deciso di trascorrere le vacanze d'agosto e di Natale assieme a me. Intraprendo così un breve soliloquio grazie al quale le spiego che gli esseri umani non sono tutti ugualmente socievoli, e che, nella fattispecie, io sono un animale solitario e poco avezzo a nuove (casuali) amicizie.
Ma sono solo le 11.30 di mattino. E devono ancora passare 2 giorni esatti prima di fare ritorno a casa.
L'odissea è appena cominciata. Il peggio deve ancora venire (e non so se avrò il coraggio di raccontarvelo..).

E dire che io non chiedevo molto a questo soggiorno balneare. Soltanto di leggere il mio libro.

giovedì, maggio 29, 2003

Brandelli di vita

Sono in giardino adagiata sotto al sole quando arrivano su una splendida auto nuova gli amici di papà. Il primo a scendere è lui, Lucio. Che subito dopo si accosta alla portiera destra per aiutare la propria moglie:
Tania, 30 anni, sclerosi multipla da 7.
Infine Giulia, stessi anni dell’infausta malattia della madre. Papà e Lucio partono per la programmata battuta di pesca. Mamma si dilegua.
Tania e io restiamo sole . Lei , timida e silenziosa. E io, terribilmente imbarazzata, così sfacciatamente abbronzata, seminuda e circondata da frivoli oggetti - olii solari, libri e bibite - che parlano di me. Mentre lei , giovane e coperta di stracci scuri che nascondono quelle gambe malate e deformate, così pallida in viso, e con questo sguardo spento che parla di morte e dei suoi irriconoscibili 30 anni. Cerco di ricompormi, non senza vergogna per queste mie nudità involontariamente dinanzi a lei ostentate. A lei che guarda insistentemente le mie gambe sane. Ed ogni suo sguardo è una fucilata al cuore. Provo quasi un senso di colpa verso questa donna . Ma è quasi istintivo tentare di offrirle la chance di un dialogo alla pari , diversivo imprevisto di questa assolata giornata. Un dialogo che non conceda alcun spazio alla commiserazione che permea la sua esistenza intera. Purtroppo devo presto constatare che è proprio lei colei che compiange, in primis, la propria condizione. Mi accorgo presto che è inutile cercare di cancellare anche per sole 2 ore questa malattia che ricorre ridondantemente in ogni sua frase, nei racconti dei disagi quotidiani a cui deve sottostare, delle carenze dei servizi sociali, dei problemi economici a cui la sua famiglia deve fare fronte. Nei racconti sul marito Lucio che lavora 12 ore al giorno per mandare avanti la baracca ..e la sera quando giunge a casa è violento e alza le mani su moglie e figlia. E poi le liti con la sorella, anch’essa malmenata più volte da questo ‘specchio di virilità’ , e i pasti a base di pane e latte per ‘mettere via i soldi’ per il vestito nuovo che ‘tutti i sabati’ Tania ‘deve’ comprare alla figlia affinché possa competere con le compagne di classe modaiole. Quanto vorrei riuscire a trovare dietro a questi occhi qualcosa che vibri dinanzi ai miei di splendore morale. Ma ogni parola che essa pronuncia lascia invece trasparire una triste povertà . Povertà interiore che malamente la induce a compensare con futili doni questa figlia nutrita quotidianamente con panini al prosciutto e toast . Chiedo a Tania se sia stata capace di crearsi una propria dimensione individuale, leggendo, usando il computer o con il lavoro part-time che svolge..
No. Non le piace leggere. E il computer le piacerebbe molto ma.. non le è permesso di accenderlo perché il marito ‘sostiene’ (ipse dixit..) ‘che lei non è all’altezza’ . Sono lunghe le 2 ore di assenza di papà e Lucio .E quando essi tornano…il quadretto che mi è stato dipinto di quest’esempio di virilità maschile è tale....che la mia ostilità è ormai dichiarata. Lucio si siede accanto a noi . E una volta avviata la conversazione non mi sforzo affatto di trattenermi dal fare caustiche battute a quest’uomo che tanto prepotentemente ostenta la propria pienezza trattando la moglie come un cane. E nel 'rispettoso' silenzio collettivo io non riesco davvero trattenere taglienti frasi mascherate dietro a battute a denti stretti. Se solo potessi, vorrei calpestare, demolire l’ego smisurato di quest’uomo così piccino e allo stesso tempo così sicuro di sé da considerarsi il migliore, il ‘candidato alla beatificazione’ per il martirio familiare a cui il fato lo ha votato. Sarebbe interessante poter intavolare invece con lui una conversazione a quattr’occhi , tesa a spiegargli che la beatificazione non la si guadagna lavorando 12 ore al giorno per comprare un’auto nuova e vestiti ‘dai cinesi’ sottraendoli agli alimenti di base e alle terapie termali per la moglie. Ma aiutando questa povera donna a vivere dignitosamente i propri giorni, aiutandola a trovare una propria dimensione sociale o personale che dia un valore alla misera esistenza che le resta. Una donna il cui unico scopo è ora quello di preparare la cena al marito per le 18.30 in punto, pena il rischio che egli possa alzare le mani l’ennesima volta. Forse la rabbia che covo mi induce a esasperare le mie variopinte espressioni tutte dedicate a Lucio. Che per rispetto a mio padre, si limita a sorridere e a difendere la propria idea con banali e superbi “io son fatto così, perché dovrei cambiare” . Ma è visibilmente offeso dalle mie ingerenze che deridono le sue scelte imperiose , fondamenta su cui campa da anni questa sfortunata famiglia.
Alle 20 .30 finalmente Lucio decide di riportare a casa le sue donne.

Papà è arrabbiato con me, è offeso dal mio comportamento. Ma in fondo..sa che questo è il mio prezzo . Non mi si può portare uno stronzo in casa e sperare che gli vada fatta franca… Ma papà continua a pensare che Lucio sia un sant’uomo, e che "bisogna viverle certe situazioni per poterle giudicare". Secondo lui “ Se fosse così cattivo potrebbe tranquillamente mollare tutto” .
Non la penso così. La qualità della vita non la si può ritagliare negli schemi preparati che la società ci impone fin dalla nascita. Non è assolutamente detto che la fortuna di Tania sia quella di essere sposata con un uomo come questo (uomo che non le offre davvero nessun sostegno morale ) .. Anzi, e questo è solo il mio modestissimo parere, forse questo uomo è davvero la seconda croce che ella si porta appresso.
Lui che si prende ogni genere di libertà quale ricompensa per il sacrificio esistenziale che il suo onore meridionale lo ha obbligato a sostenere.
E lei che vive aspettando un miracolo che non arriverà. E non si accorge invece che quest'uomo sta calpestando definitivamente gli ultimi brandelli della sua misera vita.

mercoledì, maggio 28, 2003

PROFEZIA JUVENTINA
Sabato sera eravamo a casa di amici - juventini - e toh vengo a scoprire che la notte precedente mio marito ha fatto un sogno . Chissà, forse...premonitore.
Alex: “Tanto io so come va a finire la finale, l’ho vista in sogno!!!!!!!!”E tutti: “ueee diccela diccela dai dai….su su ti pregooo…..”
Ma Alex fedele a tutti le regole della cabala non si lascia corrompere e decide di scrivere il proprio pronostico su di un foglietto di carta che consegnerà alla Miki, unica persona del gruppetto di cui si fida ciecamente. Ovviamente in qualità di moglie io mi mostro indignata e offesa di questa totale mancanza di fiducia nei miei riguardi e tento dunque con ogni strumento, dal broncio al ricatto , di estorcere a mio marito la fatidica risposta.
Inizia così un lungo e snervante tartassamento psicologico e fisico che nel giro di 4 giorni induce finalmente il mio caro marito a rivelarmi, con improvvisa e inaspettata nonchalance, il seguente pronostico: LA JUVE VINCERA’ CON IL MILAN 1-0 CON GOAL DI TREZEGUET AL 93° MINUTO.
Ed è per effetto di questa notizia che cado in preda all'agitazione più pura. Perchè questa profezia potrebbe davvero cambiare per sempre la mia vita. Già comincio a intravedere il roseo avvenire profumato di denaro che gli introiti derivanti da questa dote NOSTRADAMICA dell'Alex potrebbero garantirci. E se il mio prode non fosse poi così magicamente dotato..beh si potrebbe sempre optare per un’attività commerciale all’insegna dell'imbroglio (se Nostradamus è fuori dalla nostra portata..beh un mago Otelma si può sempre improvvisare con una certa facilità) e soprattutto dell'EVASIONE.
That's right.
Le carte sono in tavola. Questa sera si decide una volta per tutte il futuro finanziario della mia famiglia.
Travestiamoci di bianco e nero e teniamo a bada i giocatori fino al 93°. E uniamoci in un solo grido: Forza Juve! Forza Trezeguet, SIAMO CON TE!

martedì, maggio 27, 2003

BLOGS

Comincio a interrogarmi sul senso di tutti questi blog...Vedo le persone affaccendarsi per dare il meglio di sè , esibirsi, tentare di emergere dalla folla... Migliaia di persone che si improvvisano scrittori a caccia di notorietà...
Ma allo stesso tempo vedo pochissime persone interessate alla lettura dei contenuti altrui. Mi piacerebbe sapere , per esempio, quante di queste persone spingono il pulsantino d'accesso per poi andarsene un attimo dopo, e quante invece si soffermano poi a leggere i contenuti.
I vaghi commenti che leggo qua e là insinuano in me il dubbio che i più interagiscano con i blog altrui SOLO per cercare visibilità propria, via links, via commenti, per qualsiasi via lecita e non insomma. Tutti insomma alla ricerca di un'opportunità per mettersi in luce, per emergere nel mare della rete ..
Da questo punto di vista non sono sicura che i blog mi piacciano come 6 mesi fa, quando ancora la blogsfera era un mondo oscuro , misterioso e affascinante ai miei occhi.
La mia ingenuità mi induceva a tenermi lontana da approcci ai blog di tipo marketing (vedi la diatriba tra me e personalità confusa), evitando di instaurare scambi di links per aumentare la visibilità, cercando al meglio delle mie possibilità di gestire un blog 'pulito' , 'coerente', fatto di contenuti, di pensieri, di idee, di emozioni, di vita vera insomma. Sperando che al di là della strada marketing potessero esserci anche strade di qualità per raggiungere il successo. E in qualche modo successo c'è stato. Successo non di numeri , ma di incontri . Grazie a questo blog infatti ho potuto conoscere splendide persone come Stefano e Michele e altri ancora. Persone che scavano ogni giorno dentro sé alla ricerca di un senso profondo che vada al di là dell'apparenza e della forma che permeano, di questi tempi ,ogni cosa. Ma guarda caso..queste persone ..inevitabilmente si stancano di mettere in piazza i propri voli introspettivi, si stancano di mettere la propria anima alla mercè di chicchessia..e dunque ..si allontanano. E tu perdi questi compagni di viaggio che sono il più grande sostegno morale alla volontà necessaria per proseguire ...
E' dura continuare ad avere la costanza e l'interesse di nuotare in questo grande mare popolato da milioni di nessuno che sgomitano per sentirsi qualcuno.
Sono stanca di questo qualunquismo.
Rinuncerei ai miei 100 accessi al giorno per tenerne soltanto 5.
Purchè fossero autentici.

domenica, maggio 25, 2003

Mezz'ora di fuoco

Venerdì
Sono le 7.30. E sto per scegliere l'indumento più calzante all'umore di questa mattina. Decido per gonna al ginocchio, giubbotto nero e tacchi alti.
Ed ecco che si profila a me una mezz'ora densa di avvenimenti stradali:

Ore 8.10 : esco dal garage con l'auto e mi immetto sulla statale dando la precedenza. Un camionista rallenta, poi si ferma quasi ..e mi manda uno scenografico bacio…
Ore 8.20 : Rettilineo. Un gruppo di ragazzi sta lavorando al rifacimento del manto stradale. Semaforo rosso per senso alternato. Riparto lentamente. Uno di loro simula uno svenimento. Altri due lanciano scenografiche imprecazioni al cielo.
(in realtà sono 5 gg che va avanti questa storia..ormai è un incubo attraversare quel punto di strada cercando di trattenere il sorriso )
Ore 8.30: Mi fermo per fare benzina. Il benzinaio (che non conosco) per la terza volta consecutiva mi chiede di unirmi alle escursioni del suo gruppo di mountain bike … Dinanzi alle mie esitazioni sostiene che “con due gambe così non hai di sicuro problemi”...Se lo dice lui..
Ore 8.35: Si fermano una decina di motociclisti per fare rifornimento . Io sto risalendo sull' auto ridendo (per la battuta di poco fa).
E questi attaccano i loro clacson a tutto spiano. Fischiano. E mi salutano con un polifonico beota "Mo ciaaaaooooooo"
Ore 8.40 : Entro da una porta secondaria in azienda. Fiui...finalmente al sicuro.
‘Buongiorno ‘ dico a un inserviente. Non mi saluta. La sua risposta con un filo di voce è ..”Maronnaaaaaa”

Oggi
Mio padre va al fiume a pescare. Ritorna tutto felice e contento raccontando che i pesci sono in fermento perché è la stagione degli amori e dunque abboccano a tutto spiano. Inoltre, mentre pescava , due grosse rane avvinghiate l'una all'altra l'hanno letteralmente tormentato per ore. Si avvicinavano a lui, lui con un bastone le allontanava , ma loro recidive si riposizionavano ai suoi piedi (... che cercassero un terzo partecipante e avessero scambiato il bastone di mio padre per il simbolo fallico mancante?)

Mah ... è una mia impressione.....o c'è qualcosa di strano nell’aria in questo periodo?