domenica, dicembre 08, 2002

Tutto il giorno in casa a smaltire gli ultimi residui influenzali.
E a fare quelle cose che non si ha mai tempo di fare.
Archiviare, riordinare, catalogare.....
2 ore su una scatola di latta piena di vecchie foto dimenticate.
Per ritrovare questa.
Ho preso il microfono.
E ho cominciato a cantare.



All by myself.
When i was young..i never needed anyone
And makin'love was just for fun..Those days are gone...
Livin'alone..i think of all the friends i've known
But when i dial the telephone..nobody's home..
All by myself...don't wanna be..all by myself anymore..
................................................................

Da sola.
Con gli occhi lucidi.

venerdì, dicembre 06, 2002

Mezz’ora fa mi sono svegliata. Con la panza in stato di fermentazione cronica.
E il mio pensiero astioso correva a Charlie, il mio dottore. E’ un professionista d'eccezione ma è anche uno dei più grandi marpioni che io abbia mai conosciuto. 10 anni fa quando venne per la prima volta a casa mia per un’influenza… era eccessivamente e ossessivamente interessato alle cose che facevo, ai miei hobby… agli album di foto dei miei viaggi…e 1 ora dopo essersene andato addirittura mi telefonò per chiedermi se aveva dimenticato a casa mia la sua sciarpa. Alla mia risposta negativa sospirò un “Peccato…sarei tornato volentieri a vedere le tue foto….e a fare due chiacchiere con te…..”
Ma i tempi sono cambiati. Lui non ha più 35 anni e io non ne ho piu 23. L'era dei marpionamenti tattici è terminata.
Questo è ciò che resta di quei tempi:
C: "Puoi scostare il reggiseno che ti sento i bronchi?"
Io: “Ehi Charlie…ti ho detto che ho mal di pancia NON di gola..”
C: “Ah..scusa, ma se vuoi controlliamo lo stesso”…
Così gli anni che passano riducono gli uomini. Distratti. Poco poetici. Molto pratici.
Per questo ora mi viene in mente Charlie. Mi chiedo che cazzo di supposte mi avrà mai prescritto …Invece che stare meglio ...mi pare d’avere un incontro di kickboxing nella panza da due ore a questa parte!
Vorrei coricarmi supina sul mio letto... Ma senza ombra di dubbio ho più probabilità di dormire qualche ora se mi siedo direttamente sul water e ci rimango.


mercoledì, dicembre 04, 2002

Oggi ho bisogno d'amore. Non capita spesso. So' volermi bene da sola.
Ma oggi avevo bisogno di essere abbracciata.
Solo che non c'era nessuno in casa. Nemmeno mamma. E allora mi veniva da piangere. Dormivo e piangevo.
Sarà la febbre . Nemmeno i 3 efferalgan C che mi ha prescritto il dottore fanno effetto.
Mi pare di avere le ossa di un vecchio di 80 anni. Ma è soprattutto la testa che sento scoppiare. Se cammino inizia a tampinarmi e mi sembra di impazzire. E allora metto la testa sotto il cuscino, mi pigio i palmi delle mani sulle tempie e piango.
Lo so che non frega un cazzo a nessuno della mia stupida banale influenza.
Ma oggi mi sentivo sola. E avrei aperto la porta a chiunque. Una persona qualunque sarebbe bastata.... Avevo solo bisogno di qualcuno che mi abbracciasse in silenzio.

E invece ero sola coi miei torbidi pensieri e il termometro incandescente.

lunedì, dicembre 02, 2002

BarbierA domenicale

Alex è uno dei rari uomini che , invece di doversi porre il problema della caduta dei capelli, si pone ogni giorno quello di come tenere a bada l'irrefrenabile e indomabile crescita degli stessi, che si sviluppano verticalmente infrangendo ogni legge di gravità. Insomma, potrebbero arrivare a 10 cm e continuerebbero imperterriti il loro viaggio verso il cielo. Per questo motivo, in passato, si poneva il problema di andare dal barbiere ogni 20 giorni e, per lo stesso motivo, Alex rappresentava piu di tutti UNA TASSA FISSA FAMILIARE da inserire nel bilancio annuale alla stessa stregua dell’ici . Fu così che ,quando ci imbattemmo in un'offerta speciale , comprammo per la modica cifra di 27.000lire un rasoio elettrico. Tanto...ormai mi ero fatta una sufficiente gavetta radendo tutte le estati Camilla, una delle mie cagnolone, ed ero dunque pronta a fare il salto di qualità.
E così è stato. Dopo tutto.. non è difficile tagliare i capelli di Alex. È come potare una siepe di sempreverde. Avete presente il bosso, quella siepe a foglia piccola a cui danno le forme dei cigni o geometriche etc..Ecco, la testa di Alex è così. Se ne sta immobile protesa verso il cielo mentre io taglio e le dò la forma che piu mi piace.
E’ un lavoro semplice, divertente, ma...soprattutto fino a poco tempo fa ... mi è sempre andata grassa. A eccezione della penultima volta.
Non so cosa sia successo …. accidenti....insomma...mi è scappato il rasoio…e all'improvviso si è materializzato davanti ai miei occhi un cratere mostruoso sul davanti della sua testa..Sopra la fronte i suoi capelli erano diventati come per magia lunghi mezzo centimetro , mentre nell'altra meta testa erano i consueti 2 cm.
Un orrore.... Non sapevo come dirglielo.....
Ho cercato di venderglielo come un taglio ultima moda…...(.mi secca quando sbaglio ...mi immaginavo già la lista di tutti quelli che mi avrebbero puntato il dito contro…. Insomma...il mio ego ne sarebbe uscito mortificato e frustrato…)
Ma Alex non si è incazzato. Quando si è visto allo specchio ha semplicemente mormorato...:
"Toh non pensavo di avere una calvizie precoce".
Povero...cosa gli avevo combinato...Sembrava pelato davvero..
Abbiamo convenuto in extremis che l'unica soluzione era radere al suolo ogni cosa. Ho posizionato la lama a 5 mm e ho fatto tabula rasa. Cavolo.
I suoi colleghi hanno riso 2 giorni. Il suo capo ancora ride. Sua madre semplicemente mi odia..
Mi hanno tutti fatta sentire piccola e insicura....così per riconquistare fiducia in me stessa ...ho provato a proporre il taglio a mio padre ...ma lui mi ha guardato indignato e se ne è andato bestemmiando.... Ma la prova piu grande d'amore me l'ha data Alex. Che ieri MI HA CHIESTO DI TAGLIARGLIELI DI NUOVO!!! Non ci credevo.
Mia mamma era letteralmente SCANDALIZZATA...gli ronzava attorno inquieta cercando di dissuaderlo ...offrendogli persino del CONTANTE !!!

Ma mamma non sa……. che lui in verità ... si diverte un sacco a farsi fare questi trattamenti.
Perchè in queste occasioni ...io gli giro attorno per mezz'ora.... mentre lui se ne sta beatamente seduto e…. non so come ... ma va sempre a finire che si ritrova la faccia in mezzo alle mie tette . E si diverte come un bambino...

Ride, ride....e mi dice che se facessi la barbiera farei i soldi.

domenica, dicembre 01, 2002

PROFONDO MARE



Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione – immagine per occhi divini. Mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità –verità- ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata…
(Incipit di Oceano Mare di A.Baricco)



Il mare.
Chi non ha mai guardato trasognato il mare e non si è lasciato trasportare dalle onde nel suo grembo….
Chi non ha socchiuso gli occhi e si è fermato ad ascoltarlo.
Chi non lo ha mai temuto.
Il mare .
Gigante d'acqua incantato , giaciglio di poesia , culla di emozione, onda di dolore.
Mare di poesia. Cantato, osannato in secoli di storia.
Mare negli occhi. Occhi innamorati che lo osservano trasognati da una riva .
Mare sotto i piedi. Piedi di bambini che corrono sul bagnasciuga.
Mare incantato.
Mare nei miei ricordi..... Lagune coralline thailandesi incontaminate lucenti su spiagge di farina bianca. Acque trasparenti che lasciano intravedere da una piccola barca fondali d'arcobaleno. Marea bassa e coralli allo scoperto....Stupore nei presenti per tanta meraviglia mai immaginata....Orrore nei presenti. Il barcaiolo per attraversare la barriera emersa agguanta il remo e di forza lo fa schiantare ripetutamente davanti a sé sui coralli per aprire un varco alla propria barca e riuscire a ormeggiare...

Mare avvelenato. Veleni e Antibiotici a dispersione per l’allevamento intensivo di pesce.
Mare di sfruttatori e sfruttati. Zattere alla deriva, urla strazianti di esseri umani che fuggono da altri esseri umani per farsi inghiottire dal mare.

 



Mare morente. Che ci restituisce goffi uccelli inzuppati di nero , storpi pagliacci senza più un'identità, in bilico tra una lacrima e il desiderio suicida di farla finita.
Mare, cimitero di vite. Leoni marini, tartarughe, foche, delfini.. cadaveri a migliaia sulle coste del Rio
Grande du sol .

Mare blu...ricordo in una cartolina...




 





.......Non mi sbagliavo, là sulla riva, in quegli inferni, a pensare che qui era la verità. Ci ho messo anni a scendere fino in fondo al ventre del mare: ma quel che cercavo l’ho trovato. Le cose vere. Perfino quella, di tutte, piu insopportabilmente e atrocemente vera. E’ uno specchio , questo mare. Qui, nel suo ventre, ho visto me stesso. Ho visto davvero.
Io non so. Se avessi una vita davanti a me-io che sto per morire-la passerei a raccontare questa storia, senza smettere mai, mille volte, per capire cosa vuol dire che la verità si concede solo all’orrore, e che per raggiungerla abbiamo dovuto passare da questo inferno, per vederla abbiamo dovuto distruggerci l’un l’altro, per averla abbiamo dovuto diventare belve feroci, per stanarla abbiamo dovuto spezzarci di dolore. E per essere veri abbiamo dovuto morire. Perché? Perché le cose diventano vere solo nella morsa della disperazione?Chi ha rigirato il mondo in questo modo , che la verita deve stare nel lato oscuro, e l’inconfessabile palude di un’umanità reietta è l’unica schifosa terra in cui cresce ciò che, solo, non è menzogna? E alla fine: che verita è mai questa, che puzza di cadavere, e cresce nel sangue, si nutre di dolore, e vive dove l’uomo si umilia, e trionfa dove l’uomo marcisce? E’ la verità di chi? E’ una verità per noi? Là sulla riva, in quegli inverni, io immaginavo una verità che era quiete, era grembo, era sollievo, e clemenza e dolcezza. Era una verità fatta per noi. ..
Ma qui nel ventre del mare ho visto la verita fare il suo nido, meticolosa e perfetta: e quel che ho visto è un uccello rapace, magnifico in volo e feroce.
(...)
…Anche se ritrovassimo mai una qualche terra, noi non saremo mai piu salvi.
E quel che abbiamo visto rimarrà nei nostri occhi, quel che abbiamo fatto rimarrà nelle nostre mani, quel che abbiamo sentito rimarrà nella nostra anima.
E per sempre, noi che abbiamo conosciuto le cose vere, per sempre, noi figli dell’orrore, per sempre, noi reduci dal ventre del mare, per sempre, noi saggi e sapienti, per sempre – saremo inconsolabili.
Inconsolabili. Inconsolabili.
(da 'Il ventre del mare'- Oceano Mare di A.Baricco)



..Mare, cimitero dell' anima.







 

   



INCONSOLABILI.
INCONSOLABILI.
INCONSOLABILI.

sabato, novembre 30, 2002

Senza auto

Oggi si è conclusa finalmente l'epopea 'ennesimo incidente d'auto' con il ritiro , dal carrozzaio, dell'auto rimessa a nuovo. Qualche piccolo disagio c'è stato dal momento che abito fuori da un centro abitato servito da mezzi pubblici. E così ho dovuto sperimentare quella cosa che tanto poco mi piace fare ed è 'chiedere un favore a qualcuno'. Mi sono dovuta servire di due colleghe di lavoro, chiamiamole, per diritto alla privacy, Cip e Ciop.
Cip non passa in auto davanti a casa mia per andare al lavoro e dunque avrei dovuto raggiungerla lungo il suo percorso. Ciop usualmente va al lavoro servendosi del treno , ma quando usa l'auto..passa proprio a 150 mt da casa mia.
(tra casa mia e la strada prinicipale c'è una discesa/salita a 45°)
Comincia la settimana lavorativa senza auto.
LUNEDI CIOP. Lunedì mattina appuntamento con Ciop sulla strada principale. Puntualissima alle 7.35 io sono sul ciglio della strada per farmi notare nella penombra mattutina. Ciop arriva sparata ai 100 all'ora, non mi caga nemmeno di striscio e curva a L davanti a me per entrare sulla salita a 45° che conduce a casa mia. AZZZZZZ come ha fatto a non vedermi......ri-attraverso la strada e faccio la mia salitona per andarle incontro. Finalmente riesco a salire sulla sua cassa da morto vagante. Sembra la macchina di Mr.Bean. Sui sedili sono accatastati tovaglie, scatoloni vuoti e un lettore cd con 2 piccole casse attaccate(?). Manca giusto lo spazzolino da denti e l'auto potrebbe sembrare un kit di sopravvivenza completo. Ciop macina ai 100 all'ora la strada. Io cerco con le mie idiozie verbali di smorzare la tensione per evitare di essere tediante con le mie raccomandazioni. E arrivo sana e salva. Fuiii...1°sospiro di sollievo.
MARTEDI CIP. Martedi mattina appuntamento con Cip. Speriamo vada meglio. Mio padre mi accompagna sulla rotta di Cip. Ore 8.40, appuntamento con lei. Piove a dirotto, la visibilità rasenta lo 0, le strade sono coperte da pozze d'acqua. Cip ingrana la 3° la 4° e poi la 5° assestandosi ai 100 orari. AZZZZ.......Sono letteralmente paralizzata sul seggiolino. Il parabrezza della sua auto è totalmente APPANNATO. Cazzo ...mi metto a gingillare con i regolatori dell'aria e in 20 secondi le regalo una decente visibilità. Cip mi guarda stupita come se improvvisamente avesse visto l'arcangelo Gabriele sceso dal cielo per illuminarla . Azz.....dico ma ragiona. Come cazzo si puo andare ai 100 all'ora su una statale senza vedere un cazzo di niente. Mah forse anche io a 20 anni andavo cosi. E forse sono diventata come ora solo in seguito a una discreta serie di capocciate sul parabrezza..
E' buona Cip, è buffa. Solo non dice mai un cazzo. Sorride sempre e dice sempre SI. Deliziosa. A volta quando le parlo (raramente )mi verrebbe voglia di fermarmi e di chiederle cosa ho appena detto. Ho quasi la certezza che i suoi SI siano automatici e indipendenti dal discorso che sto facendo.
MERCOLEDI CIOP.Mercoledì arriva Ciop. Mi VEDE stavolta. Ho sempra temuto la guida di Ciop...ma dopo aver provato quella di Cip mi accorgo che tutto sommato Ciop non guida affatto male. Le chiedo se sia una scelta il fatto di NON AVERE lo stereo in auto. Ciop dice che la musica è pericolosa perchè la fa andare in TRANCE."hum...intrippante sto discorso"penso io. Toh, mi chiedo allora a cosa serva quel lettore cd portatile con le casse attaccate...
.Insomma tutte queste stranezze insinuano in me il dubbio che dietro agli occhi di Ciop si nasconda un universo musicale inesplorato di cui ignoravo l'esistenza...e mi riprometto di indagare il giorno successivo.
GIOVEDI CIP o CIOP?? Giovedi ho dunque appuntamento con Cip (azz.. mi agita sta cosa). Ma guarda che culo la sera prima alle 21 Ciop mi telefona e mi dice che va in auto il giorno dopo.. Si si siiiiiii , speranzosa acconsento...
e inizio a telefonare a Cip per avvisarla che vado con Ciop. Ma il telefono di Cip suona a vuoto. Cip ha altro a cui pensare. Cip non la si trova. La mattina dopo vado in ufficio con Ciop. Mi attacco al telefono dall'ufficio per avvisare Cip di non aspettarmi. Ma cip non si trova. Cip telefona preoccupatissima 10 minuti dopo ormai sulla soglia del pianto dicendo che non mi trova sulla strada. E finalmente viene a sapere che 'l'ho tradita con Ciop.
VENERDI CIOP.Viaggio tranquillo e puntuale con Ciop. Ciop è la persona con cui ho il rapporto più 'umano'. Insomma con lei si riesce a fare quello che comunemente è chiamato dialogo. E poi...quel suo 'andare in trance' mi ha davvero intrippato. Mi ha istigato a proporle di fare con me uno scambio culturale musicale. Per l'occasione ho deciso di portarle in gesto d'amicizia il mio cd di Santana cosìcchè lei potrà conoscere il primo esempio della gamma che voglio proporle di quelle che io reputo le musicalità migliori .E lei farà invece conoscere a me le sue. Finalmente chiedo a Ciop quali siano le musicalità che la fanno andare in TRANCE. Attimo d'attesa...comincio ad avere il batticuore per l'emozione….. Risposta:" Angelo branduardi..poi i canti popolari di nonsoche e...anche 2 canzoni messe in onda su RadioMaria".
AHHHHHHHHHH...
In quel momento mi sento io MR BEAN.
Io che speravo di aver avviato una proficua e fruttuosa collaborazione che in pochi mesi auspicavo mi avrebbe permesso di scalare le vette della cultura musicale che tanto sogno e che non ho.
Senza togliere nulla ai canti popolari e a Branduardi e a RadioMaria...ma speravo in un parco musicale un po’ più vasto….
Ma insomma ci accontenteremo di quello che passa il convento. E si arriva in ufficio. Tutto comincia per il meglio.
A rompere l'incanto della tranquillità mattutina alle 8.45 chiama Cip che mi sta da 10 minuti aspettando sulla strada e non mi riesce proprio a trovare. Eccecredo son gia al lavoro! E per di piu non mi ero nemmeno mai messa d'accordo con lei per incontrarci!
MAH. Quanto è complicato il menage quotidiano per chi decide di passare dalla vita cittadina a quella agreste.!!!!!!

mercoledì, novembre 27, 2002

Grasso e onnipotenza

Ho accumulato negli ultimi mesi 2 chili, chili di grasso, adipe superfluo, indesiderato e odiato.
Dopo le estenuanti lotte per la conquista di una forma, ai limiti della decenza , da esibire (si fa per dire) in occasione delle vacanze estive...l’arrivo dell'autunno, il freddo, il grigiore quotidiano...mi hanno indotta a cercare sfogo nel cioccolato, nella crescente fumante appena sfornata farcita di prosciutto, nella pizza....Complici i commercianti e i grandi ipermercati....che in un sempre più anticipato tripudio di luminarie natalizie, pupazzi di neve, babbi natale e renne finte ci invitano in questi giorni a spendere e spandere solleticando il focolare che giace in noi, sepolto nei nostri aridi cuori , inducendoci a riempire i carrelli di leccornie e regali nell’illusione che in qualche modo le nostre pene esistenziali possano uscirne alleviate.
Tutto ciò che ci circonda ci chiama al consumo e dunque , pure io, da brava pecora del gregge quale sono, sabato scorso sono uscita da un tour de force di 3 ore all'interno del più grande ipermercato di Bologna portandomi appresso ogni sorta di bene commestibile e non, dagli spinaci al pandoro, dai branzini ai dvd .
Ma è proprio di fronte all'evidenza dei propri eccessi che si affaccia all'orizzonte l'incubo della coscienza, l'incubo di un telegiornale, l'incubo della foto di un bambino pressapoco dell'età di mio figlio.
Un bambino che non chiede nulla, non chiede cioccolata, pandori e libri, ma solo un bicchiere di latte e un tozzo di pane secco per non morire.
Chi siamo noi grassi onnipotenti per negargli questo?
Chi siamo noi per potergli negare un diritto basilare come quello alla sopravvivenza alimentare in un paese (l'Argentina) dove le risorse ci sono eccome, ma sono , come accade un pò in ogni posto, accumulate nelle mani di pochi?
Chi siamo noi per permettere che questi delitti vengano perpetrati all'infinito?
Guardo gli occhi questo bambino.


E penso che un giorno questi potrebbero essere gli occhi di mio figlio.
26 novembre
Tu sei arrivato.
Era buio.
5 candele accese sul tavolo.
Lele ha cominciato a cantare:
" Tanti auguLi a teee , tanti auguLi a teee tanti auguLi a papààà tanti auguLi a te....."
E poi io e lui abbiamo battuto le mani.
I tuoi occhi erano commossi.
Ci hai detto "Grazie..."
Ma sono io che devo dire grazie a te Ale, non tu.
Stasera sotto al portico di casa c'era il riccio, il solito riccio di cui ho già parlato .
Questa volta se ne stava spudoratamente e deliberatamente spaparazzato DENTRO alla scodella del cibo per gatti e continuava a mangiare indisturbato anche in mia presenza. L'ho raccolto per l'ennesima volta con uno straccio e l'ho ri-portato sotto alla sua siepe.
Ecco, queste sono le mie piccole grandi gioie del vivere in campagna.
Saranno cose stupide. Ma mi riempiono il cuore.

martedì, novembre 26, 2002

Guiraijn, castagnole e mal di pancia

Nell'azienda di Alex , in occasione del proprio compleanno, è usanza portare in ufficio dolciumi o salatini per festeggiare l'evento assieme ai colleghi.
Per questa ragione quanche anno Alex esordì chiedendomi di andare in pasticceria a comprare 5 kili di bignè per i suoi 100 colleghi. "AZZZZZ."..dico io.." Come?Quando?Perchè?Ma ti rendi conto?Per sfamare gente che tra un po manco conosci'? TE LI FACCIO IO I BIGNE'". Le ultime parole famose.
Testarda come un mulo mi buttai a capofitto sui bignè. Tutto doveva andare per il meglio. Ma accadde un imprevisto . I BIGNE' NON SI GONFIARONO.
C..C.CC..CCAZZO.....4 teglie di bignè mica si possono buttare nel pattume!!! Ma Alex splendido venne in mio soccorso dicendo "Checcefrega quei bestioni là mangerebbero pure la loro madre"
Benissimo. Farcimmo dunque le frittelle e le spacciammo per GUIRAIJN (nome di fantasia ovviamente) ovvero un dolce tipico 'croato'.
L'aspetto era disgustoso. Ma il successo fu strepitoso. TUTTI ci chiesero la ricetta.
Un dramma ...considerando che , chi successivamente tentò di ri-emulare il tentativo delle nostre 'frittelle' fallì miseramente ritrovandosi nel forno splendide palline rotondeggianti comunemente chiamate bignè. Tanto che nemmeno io mi azzardai negli anni successivi a ri-tentare l'esperimento dei Guirajn tanto richiesti per la paura di trovarmi nel forno una marea di rotondeggianti bignè. E dunque scelsi di migrare verso nuovi orizzonti:
Le castagnole. Dolcetti carnevaleschi accattivanti, sfiziosi, piccoli , adatti per sfamare molte bocche, perfetti per la festa di compleanno di Alex, oggi.
Questa mattina mentre cospargevo di zucchero vanigliato tutte quelle palline disposte ordinatamente sui vassoi dorati ...la mia mente tornava al passato.........

...Era il 1980 ....usava allora che il giorno di capodanno gli uomini girassero di casa in casa di amici e parenti a donare vischio e auguri . Per le donne dunque era consuetudine il primo dell'anno restare in casa a ricevere parenti e amici. Da brava donnina (quale non sarei mai diventata) era mio compito accogliere gli ospiti in salotto dove erano in bella mostra ,sul tavolo addobbato a festa, dolci, cioccolatini, torte salate e vino. Era la sera di fine anno e mamma aveva dunque preparato un grande vassoio di castagnole per la mattina successiva. Mamma e papà si preparavano in bagno . Ricordo i profumi, una camicia di lamè su letto, la frenesia dei loro preparativi. Dovevano uscire, andare a festeggiare. Mentre io e mio fratello saremmo rimasti in casa coi nonni. I miei partono.
Io e mio fratello in salotto...L'odore forte e attraente delle castagnole che catalizzano la mia attenzione più di Raffaella Carrà.
Io che azzardo la prima mossa e ne gratto una. Mio fratello un'altra. Poi ne prendo un'altra ancora..Poi ancora...
Risistemando ogni volta accuratamente il vassoio affinchè non restassero prove del nostro passaggio.
Dopo 2 ore le castagnole erano finite. E io cominciavo a sentirmi male.
Sentivo BAOBLOB nella pancia. L'amido che fermentava. Glup glup in gola.
Ormai non mi preoccupavo più nemmeno delle giustificazioni o delle probabili botte.
Ero molto piu preoccupata dei dolori che sentivo dentro alla pancia.
Fu la colica più brutta della mia vita. Restai a letto 2 giorni.
Ma dicono che le coliche siano educative perchè pare ...ci si dovrebbe nauserare del cibo che ne è stato causa .
A me però non è mai successo.
Sul vassoio davanti ai miei occhi ormai c'è solo zucchero.
E sto cominciando a sentire le prime fitte alla pancia.....